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EPISODIO - 37 - L'origine dei calendari transcript powered by Sonix—easily convert your audio to text with Sonix.

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Massimo:
Ciao a tutti benvenuti a un nuovo episodio de L'Italiano Vero. Oggi sono particolarmente contento perché abbiamo una domanda e un suggerimento per un episodio che arriva da un nostro ascoltatore. Paolo, benvenuto, sai dirci chi è questo ascoltatore?

Paolo:
Ciao Massimo. Sì, sì sì, so chi è questo bravissimo ragazzo Kevin. Questo americano ci ha posto un suggerimento molto interessante che abbiamo assolutamente accolto.

Massimo:
Sì, e allora vado a leggere il suo suggerimento, leggo proprio così come c'e l'ha scritto; "Un suggerimento per un episodio futuro, puoi parlare della storia del Calendario Giuliano e dei Calendari Gregoriani poiché entrambe sono invenzioni italiane? E' possibile includere diversi detti comuni utilizzati che si riferiscono a data e ora?

Paolo:
Caro Kevin, cerchiamo subito allora di partire e di dare soddisfazione a tutte queste tue richieste importantissime. Abbiamo cercato di combinare insieme una serie di cose, chiamando qualcuno di molto più esperto rispetto a noi relativamente alla prima parte, il Calendario Giuliano e Calendario Gregoriano, e poi mettendole insieme invece, ed è la parte più facile insomma, da altri detti comuni come dici tu sulle date e sulle ore sui giorni Abbiamo cercato di inventarci qualche cosa. Quello che diciamo subito è che Massimo anzi te lo fai dire... Massimo che mi sta facendo dei gesti dall'altra parte della televisione, prego Max!

Massimo:
Volevo dire che un modo di dire che usiamo ricavato da le trasmissioni dei quiz televisivi, diciamo; "chiediamo l'aiuto da casa"

Marco:
Chi vuol essere milionario!

Massimo:
Bravo! Avete già riconosciuto la voce, abbiamo chiesto al massimo esperto di storia e di podcast di storia che è Marco Cappelli di italiaStoria.com quindi uso la sua introduzione e dico: "Salute e salve Marco!"

Marco:
Salute, e salve ad entrambi.

Paolo:
Ciao Marco.

Marco:
Mi fa molto piacere di ritornare con voi veramente, mi visto divertito la prima volta e quindi come potevo dire di no?

Massimo:
Tra l'altro...

Paolo:
Grazie

Massimo:
Paolo ti ricordo che Marco ogni mille follower su... come si dice? Su Facebook, scusate sono un po emozionato, racconta di una storia di una città che ha gli stessi abitanti. L'ultima volta, ma pochi giorni fa praticamente, l'avevamo lasciato a ventitremila. Adesso siamo arrivati a quanti Marco? Ventiquattromila?

Marco:
Ventisettemila.

Paolo:
Complimenti a questo tuo successo. Complimenti veramente, perché è veramente incredibile che tante persone così siano fortemente interessati, ma probabilmente perché il protagonista e la passione con cui noi ascoltiamo anche le cose che stai dicendo è veramente grande.

Massimo:
Tra l'altro nell'attesa, scusami Marco ti ho parlato sopra, tra l'altro nell'attesa mentre tu mettevi a dormire le tue bimbe, ho fatto ascoltare un'introduzione del tuo episodio a Paolo, e devo dire che veramente, anche per chi studia l'italiano e consigliatissimo non solo, perché penso che in 10 secondi, 15 hai snocciolato dieci aggettivi che veramente ampliano il vocabolario di una persona, non solo straniera ma anche italiana, fantastici.

Marco:
Questo mi fa molto piacere, tra l'altro veramente quando mi scrivono l'ho già detto, ma quando mi scrivono e mi dicono, io con il tuo podcast imparo l'italiano e la storia, gli stranieri soprattutto a me riempie di una felicità immensa, sempre.

Massimo:
No davvero, veramente! Non ho un vocabolario da italiano veramente così esteso, e quindi veramente consigliato a tutti i nostri ascoltatori. Poi ho visto un sito che io consiglio, per essere aggiornati un po' sulle notizie italiane, comunque un sito di cultura molto bello, è Linkiesta, ho visto che addirittura c'era una tua intervista su Linkiesta quindi veramente mi inchino alla tua bravura davvero.

Marco:
Mi ha fatto molto piacere, mi avete avvisato. Era la prima volta anche per me, come un vero giornalista, sono rimasto ... mi ha emozionato un po'.

Massimo:
Quindi Paolo, nel ricordarti che tu sei un dilettante del podcast.

Paolo:
Assolutamente.

Marco:
Siamo tutti italiani allo sbaraglio.

Paolo:
Qualche cosa di prima, uno stadio precedente al dilettantismo, che non so, in questo momento non mi viene in mente un termine, veramente una Vergine, ecco una Vergine.

Massimo:
Ma andiamo avanti, quindi Marco; sono davvero invenzioni italiane? O come abbiamo visto l'altra volta che poi dici; "Non siamo solo italiani, siamo tutti un po' Goti e Longobardi", questa cosa me la sono portato dentro, mi è piaciuta molto.

Marco:
Allora diciamo italiano, quando si parla dei romani, non mi piace mai identificare italiano con romani perchè la storia romana va molto al di là della storia italiana, e non è fatta solo da italiani. Però detto questo, sì, se includiamo effettivamente la storia di Roma, entrambi questi calendari famosissimi di cui adesso parleremo, sono adottati in tutto il mondo, hanno origine in Italia Ci sono stati altri calendari ovviamente precedenti che poi mano a mano sono caduti in disuso, perché Roma, con la sua possanza arrivata a imporre il suo calendario a tutto il mondo occidentale, e poi il papato, un'altra grande istituzione che ha sede in Italia, ha avuto un'importanza sul calendario. La prima cosa da dire è; quanto dura un giorno? Perchè vedrete che sarà un argomento molto importante per il calendario. Quanto dura un anno? Un anno è esattamente 365 giorni virgola 2 4 2 2. Poi è più alto, un po' di altre cifre, però diciamo fermiamoci alla quarta cifra decimale. Cioè 365,25 sarebbe quasi 365 giorni e un quarto. Questo quasi, vedremo, è molto importante se non vogliamo dire in cifre decimali è 365 giorni, 5 ore 48 minuti e 46 secondi. Quindi come vedete molto vicino alle 6 ore. Ok? Quindi questo crea un problema, perché l'anno può essere o di 365 o 366 giorni ma non può essere di 365,25, è difficile! Allora, ci sono stati vari sistemi per ovviare a questo problema nei vari calendari, i Romani sotto la Repubblica fino a Giulio Cesare, avevano forse uno dei sistemi peggiori della storia. Perché avevano un sistema basato su 12 mesi come oggi, di durata leggermente diversa, ma il conto totale dei 12 mesi non faceva 365 giorni ma 355. Ma perché 355? Non lo so. Comunque faceva 355 giorni, quindi il problema che mancavano 10 giorni e un quarto per fare il l'anno corretto. Come ovviare a questo problema? I romani avevano un sistema abbastanza rozzo, circa ogni due anni inserivano un mese aggiuntivo di durata irregolare di 22 o 23 giorni a seconda.

Massimo:
Con ogni quanto tempo scusa, hai detto?

Marco:
Ogni due anni, quindi se fate i conti, sono 10,25 i giorni di differenza, applicato, scusa sono 11,25 applicato in questo modo, facendoli 22, poi ogni tanto di 23 riuscivano più o meno a compensare e a quadrare e a tenere il calendario ufficiale allineato con le stagioni. Quello che vuoi è che aprile sia primavera. Non vuoi che ad aprile sia inverno o estate. Quindi questo è quello che cercavano di fare inserendo questi mesi, come dire intercalari ogni ogni tanto. Chi faceva questa cosa? Era il Pontefice Massimo. Chi era il Pontefice Massimo? Era il massimo capo della religione romana. Oggi, ancora oggi i Papi spesso sono chiamati pontefici. Da dove deriva questo nome? Deriva dall'antica Roma, il Pontefice Massimo era un prete della religione romana, il Pontefice Massimo aveva una casa speciale dentro il Foro Romano dove risiedeva e uno dei suoi vari compiti erano fra l'altro eletti i Pontefici Massimi, ma eletti a vita, una carica quindi diversa dalle altre cariche romane che erano sempre nella Repubblica a scadenza, questa era una carica a vita. Il Pontefice quindi ogni due anni tendenzialmente inseriva questo mese. Ora questo sistema più o meno ha funzionato fino alla tarda repubblica. Nella tarda Repubblica un po' per la confusione delle guerre civili un po' perché questo potere del Pontefice Massimo lo utilizzava per ingrandire la sua importanza a Roma, perché quando tu puoi decidere il calendario sei una persona importante, spesso saltando, spesso non facendolo, quello che era successo che è arrivato al tempo di Giulio Cesare per decenni non era stato applicato non era stata applicata in modo molto corretto questa questa procedura, per anni non era stata fatta, ma era stato messo inserito un mese intercalare. Questo aveva disallineamento il calendario completamente, il calendario ufficiale con il calendario delle stagioni normali. Un problema grosso. Giulio Cesare nonostante avesse ben altro a cui pensare nella sua vita, oltre a questo, mise sù una commissione, si chiama Calendario Giuliano da Giulio Cesare, ovviamente non l'ha... Questo è il primo, e il primo dei due calendari, non l'ha ovviamente creato lui. Lui ha dato il compito a persone esperte di trovare una soluzione a questo problema. La soluzione trovata è una soluzione che ci sarà abbastanza familiare e questa è la prima volta che viene trovata cioè quella di fare un calendario con un anno bisestile. L'anno bisestile quindi 365 giorni tutti gli anni, tranne ogni quattro anni sarebbe stato inserito un giorno in più a febbraio il giorno più corto il mese più corto anche nel calendario romano, cosa che ci risulterà molto familiare. Il Calendario Giuliano in grandissima parte è il calendario che è ancora in vigore. Quindi stiamo parlando di un'innovazione di Giulio Cesare che usiamo ancora oggi tutti i giorni. Questa è una cosa bellissima, mi è sempre piaciuto tantissimo.

Paolo:
Si si veramente.

Marco:
E quindi quindi Questo è stato fatto nel 46 avanti Cristo. Ora la cosa interessante è che per riallineare il calendario, Giulio Cesare fece anche inserire due mesi di durata straordinaria nel 46 avanti Cristo. Quindi se volete una piccola curiosità potete chiedere a qualcuno; "Quale è stato l'anno più lungo della storia?" Il 46 avanti Cristo perché è durato quattordici mesi, molto molto lungo. Ma forse erano tre mesi, era un mese intercalare più due mesi straordinari, quindi era un totale di 15 mesi, quindi un anno lunghissimo con il quale si è riallineato il calendario all'anno solare. Ora questo sistema a quanto pare, di nuovo ci fu una serie di guerre civili una confusione, non fu applicato perfettamente negli anni successivi a Giulio Cesare. Quindi a quanto pare i preti inserirono il bisestile ogni tre anni invece di quattro, quindi di nuovo si creò un piccolo problema quindi alla fine fu Augusto a riconfermare il Calendario Giuliano. Siccome si era accumulato qualche giorno in più annullò per due decenni il bisestile in modo da di nuovo riportarlo a quello che era il pensiero originale. Prima di andare oltre, specificherei che due dei mesi oggi utilizzati, una cosa abbastanza nota, ma la dico per quei pochi che non dovessero saperlo, ovviamente luglio deriva da Julius da Giulio Cesare, quindi Giulio Cesare ebbe un nome dopo la sua morte, dedicato a sè, e Agosto deriva da Augustus quindi di nuovo dal successore di Julio Cesar. Questi erano "Quintilis" e "Sextilis" prima, erano due mesi, avevano un nome diverso, "quinto" e "sesto" quindi perché settembre, settembre è settimo no? Prima c'era il quinto e il sesto, quinto e sesto sono diventati Luglio e Agosto. Potresti chiedere il quinto sesto, è complicato.

Massimo:
Ti ricordo di non dare nulla per scontato, io sono stato rimandato in storia ricordatelo e quindi.

Marco:
Qui non era Perfetto allora non era non fosse scontato, perfetto!

Massimo:
No no, non lo era.

Marco:
Non lo era, ok, quindi luglio e agosto derivano da Giulio Cesare e Augusto.

Marco:
Quindi, anche quest'anno cosa interessante stiamo usando ancora oggi i nomi delle due figure più importanti forse della storia romana. Anche gli altri nomi a tutti gli altri nomi dei mesi del calendario sono romani, quindi settembre è il settimo mese ottobre l'ottavo novembre il nono, dicembre il decimo. Perché questo derivava dall'antico calendario, si chiama di Romolo, ovviamente probabilmente è una leggenda, dove c'erano dieci mesi solamente, l'inverno praticamente non aveva mese e quindi i mesi erano solo 10. Gennaio e febbraio sono stati aggiunti sostanzialmente successivamente. Bene, ora questo sistema di Giulio Cesare è un ottimo sistema perchè è, come vi ho detto 365,25 di media, ma abbiamo detto che il giorno in realtà non è 365,25 è 365,24 22 2422. Questo piccolo errore vuol dire che si accumula una differenza di un giorno ogni 128 anni. Ora rispetto al sistema precedente direi veramente impreciso di aggiungere un mese ogni tanto, è un enorme miglioramento ma c'era ancora un errore. E' un errore che con il tempo si sarebbe accumulato. Questo è un effetto che già nel Medioevo era evidente, le stagioni andarono mano a mano disallineandosì con il Calendario Giuliano. Ora prima di andare oltre e precisare quale fu la soluzione a questo problema, una piccola nota, magari qualcuno può essere interessato, quando è iniziato il nostro calendario, quando è l'anno zero, l'anno uno ecc... Allora, prima nota, non esiste l'anno zero, si va dall'anno meno uno, all'anno 1, quindi non è mai esistito l'anno zero. Questa è la ragione per la quale in teoria il 2000 fa parte del ventesimo secolo non del ventunesimo, perché si inizia a contare da 1. I Romani contavano gli anni in due modi uno comune uno poco comune. Quello più comune era utilizzando i consolati, diciamo nell'anno del consolato di Giulio Cesare e Pompeo non hanno mai fatto qualcosa di insieme, ma per dire, se l'avessero fatto sarebbe stato l'anno del Consolato di Giulio Cesare e di Pompeo, e quello voleva dire è l'anno lì, perché loro tenevano una lista di tutti i consolati, quindi quando dicevi l'anno dei consolati di quei due, era quell'anno li. Era due anni dopo l'anno del consolato di quell'altro. Vero non è un sistema facilissimo però funzionava abbastanza. L'altro sistema è "Ab Urbe condita", non era in realtà molto utilizzato, che vuol dire dalla fondazione di Roma dal dal 753 avanti Cristo, che a noi più familiare perché è il sistema che usiamo noi, cioè di dire di contare da un punto della storia in poi. Il calendario dall'anno cosiddetto avanti Cristo dopo Cristo non fu inventato fino al sesto secolo dopo Cristo. Quindi i primi secoli dell'era cristiana nessuno diceva dopo Cristo, si continuava ad usare il calendario tendenzialmente consolare. Dal terzo secolo dopo Cristo in poi dai tempi di Diocleziano, c'è una cosa che viene usata anche molto nel Medioevo che si chiama "l'indizione" che era una specie di ciclo di tassazione. Cioè le tasse venivano fissate per 15 anni, cioè il tuo il tuo terreno veniva un ispettore del fisco che diceva; "Ok il tuo terreno vale 100 soldi d'oro, quindi ci devi dieci soldi d'oro all'anno, e ce li dovrai sempre per 15 anni, non cambierà mai, fra 15 anni ripasserò o qualcun altro passerà. Quindi questo si chiamava il "ciclo dell'indizione". Quindi quello che succede, che dopo Diocleziano le persone iniziano a utilizzare un sistema dicendo; "nel quinto anno della indizione...", spesso senza dire quale di questi cicli forse dandolo per scontato, è successa questa cosa, o "...nel decimo anno della indizione", poi finiva un ciclo e si ricominciava dal secondo anno dell'indizione del terzo anno dell'indizione... e questo è stato utilizzato per secoli secoli e secoli, spesso molto più del dell'anno della datazione che conosciamo noi dell'Annus Domini cioè del dopo Cristo (d.C.). Quindi, quindi questo è un sistema che anche io non conoscevo prima di iniziare a studiare un pochino la storia e invece andando a cercare sui libri di storia non troverete la data delle fonti antiche, ma ci sarà scritto spesso l'indizione o gli anni del consolato se è una fonte romana. Il calendario attuale viene invece ideato da Dionigi il Piccolo nel VI secolo dopo Cristo, è tutto chiaro fino adesso?

Massimo:
Si noi come dice Paolo siamo in religioso silenzio.

Paolo:
Stiamo apprendendo, veramente.

Marco:
Quindi vai vai è tutto chiarissimo.

Marco:
E comunque bloccatemi se qualcosa non è chiaro ditemelo. Quindi dal VI secolo dopo Cristo già questo Dionigi il Piccolo fa un calcolo andando dietro dice ok "Gesù è nato secondo me, nell'anno del consolato di quello lì se non sbaglio Quindi lui decide che l'anno della nascita di Gesù è l'anno che oggi noi contiamo. Ora molti storici ritengono che questo calcolo sia sbagliato di qualche anno, è possibile che Gesù in realtà sia nato nel 4 avanti Cristo, altri dicono che è ancora differente, la certezza non c'è, solo a dire che comunque non si era sbagliato di moltissimo ecco. A quei tempi sbagliarsi solo di qualche anno non è non è scontato e quindi il Dionigi il Piccolo dice; "Ok non usiamo più questo sistema dell'indizione". Un altro sistema che si usava in Oriente che era l'anno dei Martiri cioè era addirittura un altro ancora, si contava dall'arrivo al potere di Diocleziano. Diocleziano arrivata al potere nel 285 dopo Cristo (d.C.), quindi il centesimo anno dell'era dei martiri è il 385. Lui non voleva Dionigi il Piccolo diciamo preservare il nome di Diocleziano perché era un perseguitatore dei cristiani. Quindi dice no, non usiamo questo come datazione perché non è un buon sistema, però dice noi usiamo questo diciamo Annus Domini e questo sistema però, ideato da questo monaco, era un monaco orientale che però viveva a Roma, non viene utilizzato all'inizio e non viene utilizzato per molto tempo, sarà stato utilizzato saltuariamente, l'indizione di gran lunga è il più utilizzato all'inizio del Medioevo, e verrà anche dopo che gli ispettori del fisco non ci sono più, però continuano a fare questi cicli di 15 anni, inizia ad essere utilizzato in modo esteso a partire dai tempi dall' VIII secolo dai tempi di Carlo Magno. Ok, quindi questo è come siamo arrivati ad avere il Calendario Giuliano e ad avere il calendario diciamo l'anno a cui siamo abituati. Come dicevo però si era accumulato questo errore. Questo errore è arrivati al Rinascimento, era arrivato a contare dieci giorni, e c'erano dieci giorni di disallineamento e cominciavano a essere abbastanza evidenti. A questo punto Papa Gregorio nel 1582 decide di riformare il calendario, e il calendario viene riformato in questo modo; innanzitutto vanno annullati 10 giorni. Quindi occorre saltare dal 4 ottobre dell'anno 1582 al 15 ottobre. Quindi un'altra curiosità da dire a qualcuno quando volete stupirlo è che ci sono dieci giorni nella storia che non sono mai esistiti. Questa è la seconda chicca diciamo, che quei giorni lì non sono mai esistiti. Questa è la prima importante cosa, però se avesse fatto solo questo poi col tempo avrebbe iniziato di nuovo a disallinearsi il calendario, quindi non è non si ferma qui. Per arrivare a un calcolo più preciso possibile, la commissione del Papa decide di fare una piccola riforma del Calendario Giuliano, cioè decide che ogni cento anni l'anno del secolo sostanzialmente, non sarà bisestile. Quindi il 1600 non è bisestile il 1700 non è bisestile il 1800 non è bisestile il 1900 bisestile. Il 2000 è secondo voi è stato bisestile?

Massimo:
Sì.

Marco:
Esatto, perché c'è un'eccezione dell'eccezione. Questo per correggere il piccolo... bravo hai visto Massimo lo sapeva!

Massimo:
6 minuti e qualcosa del genere.

Marco:
Esatto! Rimaneva ancora un piccolo errore, quindi ogni mille anni l'eccezione non si applica. Quindi il 2000 è stato bisestile il 3000 sarà bisestile per chi ci sarà, ma il 2100 non sarà bisestile. Quindi questo è la riforma gregoriana, come vedete è un piccolo aggiustamento ma è importante, c'è un salto di dieci giorni e c'è questa riforma per renderlo ancora più preciso il Calendario Giuliano.

Massimo:
Ti faccio una domanda quasi a sorpresa, con la "Bolla papale Inter gravissimas". Ma cos'è la Bolla Papale? Perché noi usiamo ogni tanto quando Paolo per avanzare questo progetto è talmente difficile che mi serve la bolla papale.

Marco:
E' uno dei modi diciamo insieme con l'enciclica insomma, con cui il Papa comunica le sue decisioni al grande pubblico. L'enciclica è più una casa pastorale mentre la bolla papale in teoria nel Medioevo ha un valore legale proprio di legislativo, perché il Papa si era preso anche molti dei poteri un tempo dell'Impero Romano. Quindi la bolla papale era un atto veramente legislativo e ovviamente siamo nel 1582 è successo qualcosa abbastanza importante qualche anno prima: c'è stata la Riforma Protestante, quindi una Bolla Papale nel 1482 sarebbe stata probabilmente accettata da tutta l'Europa senza grandi problemi da tutta l'Europa cattolica. Invece nel 1582 questa decisione, anche di buon senso del Papa, scientifica direi, quindi non erano aveva un valore religioso. I protestanti non la vogliono accettare perchè noi siamo contro il potere del Papa quindi non vogliamo neanche che il Papa ci decida il calendario. Assolutamente. Quindi la particolarità è che il Calendario Gregoriano non è stato adottato allo stesso tempo da tutti i paesi europei. Come vedremo avremo un'eccezione molto vicino ai tempi nostri, ma il Calendario Gregoriano entrò in vigore nel 1582 in Italia in Francia in Spagna in Portogallo in Polonia, cioè tutti i paesi cattolici, fortemente cattolici, l'Austria e altri paesi seguiranno poco dopo. Ma per esempio in Germania ci fu un grosso problema, in Germania in generale nell'Impero, quello che allora si chiamava l'Impero, cioè tutta la Germania un po' allargata, c'erano una serie di territori, alcuni erano cattolici alcuni erano protestanti. Quelli protestanti non aderirono al calendario, quindi quello che successe che la Germania per un bel po' di tempo per più di 100 anni, ebbe un disallineamento dei calendari quindi tipo; a Colonia era il 15 ottobre e a che ne so, a Francoforte era il 4. Quindi era un bel problema insomma questa cosa, e ci misero molto tempo i paesi protestanti per adottare il Calendario Gregoriano, nonostante come ho detto fosse una misura di buon senso, e lo vorrei anche sottolineare, io non sono religioso, però spesso si dà per scontato che i protestanti siano come dire "più illuminati" o più "vicini alla scienza" o meno fondamentalisti dei cattolici, cosa che fra l'altro è un falso storico, assolutamente, e questa dimostra una certa militanza proprio dei paesi protestanti contro il buon senso. Veramente questa era una decisione, l'aveva fatto il Papa ma poteva averla fatta chiunque altro, non l'hanno adottata per questione proprio meramente ideologica. Poi con il tempo i zucconi ci sono arrivati e quindi anche loro hanno adottato il Calendario Gregoriano. Rimaneva però una grande potenza, ancora in epoca molto tarda, che non l'aveva adottato il Calendario Gregoriano, e questa grande potenza era la Russia. La Russia zarista assolutamente si rifiutò categoricamente di adottare il Calendario Gregoriano, la Chiesa Ortodossa era assolutamente contraria, e fra l'altro spoiler alert lo è tutt'ora, quindi non ha ancora adottato la Chiesa il Calendario Gregoriano, la Chiesa ortodossa. E quindi la Russia zarista rimase con il vecchio calendario fino alla rivoluzione. Una curiosità è che la Rivoluzione di Ottobre per il nostro calendario si è svolta a novembre, quindi è stata... ,e ora è una particolarità di questa cosa che loro erano alcuni giorni indietro fra l'altro più di dieci giorni perché ovviamente con il tempo si accumulano i giorni, quindi continuando a non adottarlo ogni secolo si aggiungeva un giorno, quindi di differenza. Quindi la Russia adotterà il Calendario Gregoriano solo con la Rivoluzione di Ottobre e l'arrivo al potere dei comunisti. L'adotterà come ho detto lo Stato ma non la Chiesa, quindi le Chiese Ortodosse ancora oggi festeggiano il Natale come è noto il 7 di Gennaio. Ma non è il 7 gennaio! Loro lo festeggiano il 25 dicembre, è il 25 dicembre del vecchio conio diciamo. Per loro non è il 7 gennaio per la Chiesa è il 25 dicembre, è Natale, no? Perché sono ancora al Calendario Giuliano. Quindi questo è una cosa che penso molti sanno ma magari non tutti proprio sanno.

Massimo:
Qui ammetto io non lo sapevo.

Marco:
Dico un piccolo particolare, perché mia moglie armena, gli armeni festeggiano il 6 gennaio il Natale Molti pensano che sia per lo stesso motivo, ma non è per lo stesso motivo, il 6 gennaio Epifania è il primo Natale Cristiano. Fino al IV secolo il Natale Cristiano era festeggiato il 6 gennaio, proprio il 6 gennaio del calendario. Fu spostata al 25 dicembre perché la Chiesa voleva sopprimere la festività del "Sol Invictus" che era molto popolare, l'aveva istituita in realtà da poco da pochi decenni, era la festività del III secolo dopo Cristo quindi non è una festività romana antica, ma aveva avuto subito un grandissimo successo, perché è la Festa del sole che non è stato sconfitto dalle tenebre, perché da quel giorno lì, il sole comincia a risalire nel cielo e i giorni iniziano ad allungarsi. Quindi questo è il concetto di "Sol Invictus". Però la Chiesa non voleva più avere questa festa, però semplice cancellarla sembrava male, quindi spostarono il Natale dal 6 gennaio al 25 dicembre, però il 6 gennaio l'abbiamo sempre festeggiato, che facciamo? Facciamo un'altra festa, l'Epifania. Quindi l'Epifania ha origine da questo. La storia dei Re Magi è assolutamente inventata, serve solo a mantenere nel calendario sempre il secondo Natale che era stato spostato. Gli Armeni a quel tempo, quando fu preso questa decisione dall'Impero Romano, non erano dentro l'Impero Romano non facevano parte dell'impero e quindi continuarono a festeggiare il 6 gennaio perché il Natale ci piace il 6 gennaio. Quindi loro ancora oggi festeggiano il Natale il 6 gennaio ma non è né come il caso russo in cui loro festeggiano il 25 dicembre è un'altra data, ma è proprio che festeggiano il 6 gennaio.

Massimo:
Grazie Marco io davvero non lo sapevo, io pensavo che gli ortodossi festeggiassero il 7 gennaio che per loro fosse il 7 gennaio, non sapevo che invece loro, anche per loro è il 25 di dicembre secondo il loro calendario esatto?

Marco:
Esatto, usano il calendario di Giulio Cesare si rifiutano di cambiarlo perché dicono andrebbe a cambiare il calendario religioso sopprimere i dieci giorni. Cosa che mi sembra curiosa visto che è un calendario è fatto da un pagano, è una posizione curiosa.

Paolo:
Marco grazie per la tua narrazione che come al solito oltre che essere interessante ci aiuta anche a riscoprire l'attualità di qualcosa che è stato inventato migliaia di anni fa, ed è ancora utilizzato, davvero molto molto interessante. Anche noi Max abbiamo capito finalmente la differenza, quindi ringraziamo Kevin a nostra volta che ci ha dato questo tipo di opportunità perché sicuramente non ricordavamo proprio molto molto bene questa differenza.

Massimo:
Kevin lo ricordo è anche un nostro patron, e inoltre ha deciso di collaborare con noi, di tradurre i nostri articoli che corredano ogni episodio in inglese, proprio guarda...

Marco:
Bravo è fantastico. Questi sono i grandi ascoltatori.

Massimo:
Ha deciso che per imparare l'italiano vuol darsi diciamo un impegno, quindi un obiettivo e quindi si impegna appunto a tradurli dall'italiano che fa Sara all'inglese, e quindi si fa aiutare col traduttore però poi ovviamente lui essendo di madrelingua inglese poi li scrive in maniera corretta. Quindi abbiamo un altro approccio diciamo a ogni episodio a chi non conosce proprio bene l'italiano può capire di cosa trattiamo tramite l'inglese e dopo di che approcciarsi anche all'articolo in italiano. Quindi andiamo avanti, c'era la seconda parte di Kevin; "E' possibile includere diversi detti comuni utilizzati che si riferiscono a data e ora?" Quà do il compito a Paolo che è di solito un po' più accademico. Già abbiamo Paolo una bella filastrocca che penso sia solo italiana, per le rime è giusto Marco? Che ci aiuta a ricordare. Mia mamma assolutamente usa sempre la filastrocca per ricordarsi quanti giorni ha un mese, confermi anche tu?

Marco:
Si tutti, tutti gli italiani utilizzano la stessa filastrocca.

Paolo:
Paolo ce la rircordi tu?

Paolo:
Certo, allora la dedichiamo a Kevin. Kevin questa è la tua richiesta, ti dico questa cosa quà; "30 giorni a novembre con april giugno e settembre, di 28 cè n'è uno, tutti gli altri ne han 31".

Massimo:
La mamma si ricorda così, ripete la filastrocca e si ricorda quanti giorni sono. E invece c'è un anno Paolo che anche noi utilizziamo primo per calcolare gli interessi bancari.

Paolo:
Sì, l'anno commerciale è un anno che dura 360 giorni, quindi divide idealmente i 12 mesi in 30 giorni cadauno e quindi 12 per 30 fa 360, giusto? Se l'aritmetica non è sbagliata fa proprio così, e serve proprio per calcolare...

Massimo:
I tempi per semplificare il calcolo degli interessi.

Marco:
Oramai non più, oramai...

Massimo:
3 6 5 fa aumentare gli interessi...

Marco:
Oramai le banche preferiscono, preferiscono... Visto che lo fa il computer il lavoro meglio...

Massimo:
Però io ricordo che ancora veniva usato per le fatture ad esempio, quando si diceva questo fattura scade a 30 giorni appunto, si dava per scontato l'anno commerciale e quindi se supponiamo oggi siamo al 15 di agosto, si diceva questa fattura a 30 giorni scade il 15 di settembre. Invece se dovessimo calcolare che agosto a 31 giorni sarebbe dovuta scadere il 14, quindi l'anno commerciale e il mese commerciale quando si dice la fattura scade a 30 60 90 giorni non si fa altro che partire dal giorno di partenza e arrivare al giorno, il medesimo giorno del mese di arrivo. Quindi 60 giorni dal 15 di agosto sono 15 settembre, 15 ottobre, quindi non si fanno i calcoli, questo è l'anno commerciale. Poi forse un termine storico per definire cinque anni, ma lo usiamo un po' meno è il "Lustro" giusto Paolo? Usiamo tanti lustri fa Marco?

Marco:
Si, parecchi lustri!

Paolo:
Quanti lustri hai Marco? Io ne ho quasi... quasi 6 di lustri!

Marco:
No 6, magari!

Paolo:
E' veramente difficile, io quasi 12, quasi 12 lustri.

Marco:
Stavo per dire quasi sei per gamba.

Massimo:
Sì "per gamba" Ecco un altro bel detto!

Marco:
È questo è un altro detto italiano per gli ascoltatori. Io ne ho 8, quindi di lustri esattamente, quindi appena compiuti.

Paolo:
Max quanti lustri hai?

Paolo:
Fai conti vedi? Aritmetica.

Massimo:
Poco più di 9, ok?

Paolo:
Quindi lustro significa 5 anni.

Marco:
Mi è venuta una in mente adesso, che è una delle cose che piace a me perché è storica; c'è un detto italiano, si usa sempre meno, però si usa, si dice questa cosa succederà alle "Calende greche".

Massimo:
Bello, questo bello!

Massimo:
Eccola Paolo!

Marco:
Alle "Calende greche" mi piace tantissimo perché deriva dalle calende, che noi sappiamo che i romani non utilizzavano le settimane ma utilizzavano per la numerazione dei giorni nel mese le calende, le none e le idi. Quindi le calende erano i primi giorni del mese, quindi le "Calende greche" vuol dire praticamente, perché i greci non usavano le calende come sistema, era un po' come dire "MAI" perché i greci non usano le calende quindi "MAI". Una cosa curiosa perché ancora nell'italiano c'è questa cosa delle calende che in realtà non si usano oramai da migliaia di anni.

Massimo:
Paolo ci vuol rubare anche il mestiere de L'Italiano Vero accidenti!

Paolo:
Sì sì, bene bene.

Marco:
"Quando la Pasqua vien di maggio" ecco mi è venuto un altro ancora "Quando la Pasqua vien di maggio" è un altro modo di dire MAI perché la Pasqua non cade mai di maggio.

Massimo:
Anche lì c'è tutto un calcolo per la Pasqua che ....

Marco:
Non lo so neanch'io ma c'è un calcolo allucinante e atroce e posso dire che nella Chiesa si è litigato per centinaia di anni è scorso sangue per decidere il sistema di calcolo della Pasqua, è stato proprio uno delle controversie più difficili.

Massimo:
Quindi abbiamo parlato tanto di anno bisestile. Ogni tanto siamo molto scaramantici noi italiani diciamo spesso; "Anno bisesto anno funesto" per... guarda caso, ci sai spiegare perché tu Marco?

Marco:
Eh sì perché "funesto" vuol dire semplicemente un anno terribile o che porta sfortuna. Allora i romani come gli italiani erano molto scaramantici. Scaramantico vuol dire, lo dico per magari qualche ascoltatore non lo sa, quelli che hanno paura che gli succeda qualcosa di sfortunato in base a delle azioni; passare sotto la scala, mettere il cappello sul letto, il gatto nero, eccetera. E uno delle tante cose che porta sfortuna e l'anno "bisesto" l'anno bisestile. Perché quest'anno innaturale sembrava un anno sfortunato. Ora se andiamo a guardare gli ultimi anni non è che gli si può dare del tutto torto. 2020 sicuramente, io direi che anche il 2016, forse qualcuno me ne vorrà ma tra Brexit e Trump la vedo un anno abbastanza funesto. Il 2012 c'è stata la crisi dell'euro. Nel 2008 c'è stata la crisi immobiliare negli Stati Uniti, la crisi finanziaria mondiale, 2004 se non sbaglio la guerra in Iraq, non vorrei sbagliarmi. Forse 2013, comunque è successo qualcosa di brutto nel 2004.

Massimo:
Non è superstizione è realtà, no?.

Marco:
Poi il meccanismo del cervello è che è sempre il cervello ricorda le cose negative quando sa che c'è qualcosa di sfortunato. Quindi nel 2020 è sicuramente vero, un anno veramente funesto.

Massimo:
Anche lo usiamo pochissimo Paolo, ma "ti manca un venerdì", per dire che uno non è proprio del tutto sano di mente giusto? Non è proprio a posto, anche questo, lo sai perché?

Paolo:
No.

Massimo:
Lo spiego io, la nostra nostra fonte ci dice che si riferisce alle nascite premature e all'antica credenza popolare, ovviamente infondata, che i nati prematuri, quelli che noi chiamiamo ad esempio quelli di sette mesi li chiamiamo settimini fossero incompleti e pertanto mancanti anche un po' di cervello. E il riferimento al venerdì dice appunto che è legato alla tradizione cristiana di "giorno del malaugurio" in quanto quello della crocifissione. Quindi venivano esorcizzati.

Marco:
"Di Venere e di Marte non si arriva e non si parte e non si dà principio all'arte". Allora lo ripeto, "Di Venere e di Marte non si arriva e non si parte non si dà principio all'arte", cioè è un detto di nuovo po' di saggezza popolare italiano, Venere e Marte sono ovviamente venerdì e martedì che sono i "giorni sfortunati della della settimana" in teoria, non so perché martedì, venerdì adesso è chiaro, però martedì venerdì e in teoria l'idea è che non sono giorni propizi per viaggiare o per dare i principi all'arte, per iniziare una qualunque attività. Qualcosa che uno vuole iniziare, aprire un negozio, cominciare a dipingere un quadro, qualunque cosa non s'inizia di Venere e di Marte. Questa era una cosa....

Massimo:
Ma io la sapevo un po' diverso Marco! Quella dell'arte ... E' perfetta! Con la rima penso che difficilmente sia sbagliata. Io sapevo "Né di Venere nè di Marte né ci si sposa nè si parte" Anche il matrimonio c'è dentro?

Marco:
Forse, forse c'era anche il matrimonio. Va bene e comunque comunque il concetto è quello. Ma come sempre in Italia le regioni cambiano le cose, però il concetto di base rimane lo stesso. E c'è un'altra cosa che volevo dire, di nuovo questa cosa dei giorni nefasti si chiamavano ai tempi antichi a Roma, i "giorni fasti" e i "giorni nefasti". Quindi i fasti erano i giorni propizi quelli fortunati i giorni in cui appunto si possa fare cose, i giorni nefasti erano tanti nell'antica Roma. Erano giorni in cui assolutamente non bisognava fare attività importanti perché portavano sfortuna. E quindi questa è rimasta come questa cosa dei giorni fasti e nefasti rimangono delle tracce in queste tradizioni sui giorni propizi o non propizi per le attività insomma. Esatto.

Massimo:
E quindi poi ne abbiamo uno che forse è il più utilizzato il più "Italiano Vero" giusto Paolo? Che poi noi non sapevamo ammetto, l'origine, quindi l'abbiamo cercata e abbiamo avuto questa lieta scoperta, anche questa deriva dalla storia dai Papi. Quindi quando diciamo "Abbiamo fatto trenta facciamo trentuno". Faccio un esempio di come lo si può utilizzare. Ti ricordi Paolo quando avevamo detto anche un po' ironicamente si può usare, abbiamo intervistato un amico, Marco lui cosa ha ha fatto? Da Bergamo è andato a Roma, lui è un triatleta, quindi da Bergamo è andato a Roma in tre giorni in bicicletta, il quarto giorno ha fatto la maratona, poi però è tornato in treno. Allora io gli ho detto "Hai fatto trenta, potevi tornare a nuoto, visto che sei un triatleta"... facevi trentuno.

Marco:
Era un po' sessantadue!

Massimo:
Appunto, aiutatemi voi, hai fatto trenta hai fatto, non lo solo...

Marco:
Si, sei arrivato, hai fatto è quasi finito, fai l'ultimo pezzo che ti manca per arrivare all'obiettivo.

Massimo:
E qui Marco, bellissimo! Mi è piaciuto un sacco la storia di questo detto, raccontacela tu Marco?

Marco:
Questo non me lo ricordavo ma con comunque c'era un Papa... allora la storia che hai trovato che c'era un Papa che aveva....

Massimo:
Me la confermi?

Marco:
Io veramente non l'ho ricercata. Ti dico non l'ho ricercata quindi non posso... non posso... Io posso confermare solo se l'ho ricercata. Non l'ho ricercata però mi sembra possibile, poi te ne do un'altra dopo. Un Papa che aveva fatto una ventina di cardinali, fare i cardinali era un vantaggio di solito per i papi, soprattutto dopo un certo punto in poi perché versavano l'obolo per diventare cardinali, quindi era una cosa finanziariamente... E di solito era un numero limitato, venti poi aumentavano a ventiquattro, ventotto, poi alla fine aveva fatto trenta, ma come trenta! Il giorno dopo abbiamo fatto trenta facciamone trentuno.

Massimo:
E aggiunse anche quest'ultimo cardinale che sembra anche qui si dice fosse un suo amico, quindi fatto trenta facciamone 31.

Marco:
Allora voi, tu non hai mai. Voi avete mai giocato a Trentuno? Io velo chiedo.

Massimo:
No, io mai.

Marco:
Allora, perché c'è un gioco molto diffuso a Roma e in Abruzzo, io sono abruzzese, che si chiama Trentuno. Io credo che sia la vera origine di questo detto. Questo gioco prevede.. si gioca praticamente con le carte cosiddette napoletane, sono carte per chi ci ascolta dall'estero sono tipiche solo dell'Italia, ma ci sono Napoletane, Piacentine ma in generale ci sono varie varianti, ma alla fine il concetto è lo stesso. A differenza delle carte francesi più tradizionali del mondo, le carte italiane sono quaranta e vanno da uno a sette, e poi c'è fante cavallo e re che sono l'otto il nove e il dieci. Nel gioco vince chi ha il numero più alto, però, questa è una regola importante, se si fa trentuno si fa pagare una puntata a tutto il tavolo, quindi mentre se vinci tu è sostanzialmente solo una persona quella che ha il punteggio minore che paga, se fai trentuno tutti pagano. Quindi è meglio di fare trenta, però avendo trenta hai già quasi sicuramente vinto perché a trentuno il gioco si interrompe. Quindi il concetto "ho fatto trenta facciamo trentuno" credo derivi da questo gioco perché sono arrivato fino a trenta, giochiamo un'altra mano, potrebbe uscire l'asso e faccio il colpaccio insomma.

Massimo:
Abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno....

Marco:
... Facciamo trentuno. Quindi questo credo sia l'origine. Io credo sia questa l'origine.

Massimo:
Mi avete fatto venire in mente, a proposito di arrivare vicino a un altro numero trenta e trentuno, questo è proprio ve la racconto. Io sono di origini irpini quindi le conosco bene, di Avellino campane, conosco bene le carte napoletane. Tu hai parlato di figure, la parola figure ricordiamolo è la figura e quindi cos'è? Il personaggio che c'è sulla carta giusto? Ma anche si può dire; "Hai fatto una bella figura" giusto? O "una brutta figura". Allora cosa si diceva; "quanto sei passato alla maturità?". Vi ricordate che era il classico trentasei il voto minimo per passare. E quindi a tressette, vi ricordo sempre queste due parole "figura" che era la "figura della carta" e "la bella e brutta figura" la performance che puoi fare appunto all'esame. E quindi a tressette tre figure fanno un punto. Allora si diceva all'amico; "Tu secondo me sei passato all'esame di maturità con trentacinque e due figure, più la figura che hai fatto tu all'esame, "la figuraccia" in questo caso, trentasei. Per dire che era passato.

Marco:
Era passato proprio per il "rotto della cuffia" ecco un altro termine italiano un po' difficile, dai non esageriamo.

Massimo:
Quindi, sperando di aver "fatto una bella figura" anzi, siamo sicuri di "aver fatto una bella figura" invitando Marco, che come al solito da lustro in questo caso, usiamo "lustro" in un altro modo al nostro Podcast...

Massimo:
Veramente lustro è sempre un piacere averti, ricordo il tuo sito perché oltre imparare la storia potete imparare l'italiano, quindi www.italiastoria.com giusto Marco? Grazie a tutti. Grazie Paolo.

Paolo:
Grazie.

Massimo:
Ehh a presto.

Paolo:
Grazie Marco.

Marco:
Grazie a voi. A presto ciao ciao.

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