18 – Parenti serpenti?

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Tempo di lettura: 4 min
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Oggi parliamo di: cugini, zie e… matrigne.

 

Ben ritrovati Italiani Veri,

sentite anche voi avvicinarsi l’atmosfera del Natale e delle festività? Noi sì ed è per questo che nella puntata di oggi – registrata il giorno della vigilia e pubblicata qualche giorno prima della fine dell’anno – Massimo e Paolo ci spiegano il significato di alcuni termini impiegati nella lingua italiana per descrivere i principali gradi di parentela, approfondendo anche alcune espressione colloquiali e modi di dire legati ad essi. 

L’idea di questo argomento è nata in Massimo e Paolo perché, per tradizione, i giorni di Natale si trascorrono spesso tra pranzi e cene condivisi con la famiglia e i parenti. Nella nostra lingua, infatti, è molto impiegata l’espressione “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” a sottolineare come il periodo natalizio – al contrario delle festività pasquali – sia un momento di gioia e di unione da condividere con i propri familiari e parenti…ma se i parenti fossero dei serpenti?!? “Parenti serpenti”, titolo della nostra puntata, sottolinea come spesso i rapporti di parentela all’interno di una famiglia non siano sempre positivi e collaborativi, soprattutto con i familiari più stretti che si frequentano quotidianamente…anzi come ben sottolinea un proverbio italiano ricordato da Massimo: “I parenti sono come le scarpe: più sono stretti e più fanno male”. Forse è proprio per questo motivo che il nostro Cubo è volato a Boston per trascorrere le festività?

La puntata si apre con una proposta di Massimo che lascia Paolo senza parole: “Se io chiedessi a tua figlia di sposarmi, io diventerei tuo genero e tu, caro Paolo, mio suocero.” 

Massimo ha fatto un upgrade delle sue proposte: fino alla precedente puntata si era limitato a inviti a cena, ora è passato direttamente alla proposta matrimoniale…possibili ospiti donne siete avvisate.

I primi termini analizzati sono proprio genero e nuora, suocero e suocera: il genero è colui che sposa la propria figlia, la nuora è colei che sposa il proprio figlio; suocero è il padre di mia moglie o di mio marito e suocera la madre. I rispettivi genitori degli sposi vengono definiti consuoceri. Il termine suocera, in italiano, viene utilizzato anche in modo colloquiale per descrivere una persona invadente e impicciona: “Non fare la suocera” si utilizza per invitare una persona a non intromettersi in una situazione che non la riguarda, a non immischiarsi quando non le viene richiesto. Meno frequente, ma comunque corretto, l’uso al maschile della stessa espressione: “Non fare il suocero” dice Massimo a Paolo nella speranza che la sua proposta sia accettata. Paolo ricorda a tal proposito una pubblicità italiana degli anni ‘60 che promuoveva un amaro (liquore dopo pasto) che aveva tra le sue qualità quello di far digerire anche i commenti negativi della suocera «con Ebo Lebo digerisco anche mia suocera». Un’altra espressione utilizzata per indicare il non intromettersi nelle questioni familiari è “Tra moglie e marito non mettere il dito.”

Sempre nell’area dei legami parentali che si creano con un matrimonio le parole cognato o cognata indicano rispettivamente il fratello o la sorella della moglie o del marito: Massimo eventualmente diventerebbe il cognato di un ipotetico figlio di Paolo, il quale a sua volta sarebbe reciprocamente il cognato di Massimo.

Massimo registra questa puntata da Boston: è andato a trovare i suoi zii e i suoi cugini americani…ma sono proprio i suoi cugini? No, e insieme a Paolo ci spiega il perché.

Il cugino o la cugina sono i figli (rispettivamente maschio e femmina) degli zii, cioè del fratello (zio) o sorella (zia) di un mio genitore. Il cugino di cui è ospite Massimo e con cui trascorrerà la serata della vigilia non sono cugini di primo grado, cioè figli dei fratelli dei suoi genitori, ma sono cugini di secondo grado cioè figlio di una prozia, ovvero la zia della mamma del nostro Cubo. I cugini di secondo grado possono essere o i figli di un prozio, cioè i figli di uno zio o una zia dei genitori, oppure i figli dei cugini di primo grado: in inglese questo grado è definito come “second cousin” mentre nel dialetto fiorentino “biscugini”. 

Paolo, approfittando della storia di Massimo, ricorda la famosa espressione italiana “lo zio d’America”: modo di dire diffuso e impiegato nella cultura italiana per descrivere un parente emigrato in America che ha fatto fortuna ed è diventato benestante. Massimo ricorda, invece, che il termine “zio” – a differenza di “suocera” – è utilizzato in modo colloquiale per indicare dei legami di affetto e di fiducia, al di là di quelli di sangue: per  i figli dei suoi amici, Massimo è “lo zio Cubo”.

Altri termini che spesso vengono usati sono matrigna e patrigno: termini legali che indicano per i figli il coniuge in secondo matrimonio del genitore. Tuttavia a livello colloquiale sono preferibili altre espressioni come nuovo compagno della mamma, nuova compagna del padre o fidanzato/a del padre e della madre (anche se tecnicamente le espressioni fidanzato e fidanzata si usano prima del matrimonio) proprio perché come ricorda Massimo – complice probabilmente la fiaba di “Cenerentola” – il termine matrigna è connotato da un significato negativo.

La puntata si conclude con i saluti agli ascoltatori che hanno condiviso con noi un pensiero: Cristoph che ci segue dalla Bavaria e che è diventato un nostro nuovo patron; William dal Brasile che in questi giorni si trova proprio a Bergamo e un ascoltatore, che vorrebbe restare anonimo, ma che ci segue per alleggerire la nostalgia dell’Italia.

Dopo questo viaggio nel mondo della famiglia italiana, Massimo saluta Paolo dicendogli che, prima della chiusura dei negozi, andrà ad acquistare l’anello per formalizzare la richiesta a sua figlia ma dopo aver sentito il suggerimento di Paolo (un anello di 3 o 4 carati) decide bene di provare a chiamare “lo zio d’America”.

A tutti coloro che ci seguono i nostri migliori auguri per le imminenti festività: che siano giorni sereni, spensierati e allegri e che sia un 2020 pieno di positività.

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