34 – L’Italiano Vero e la moda con Anna Maria Lamanna

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Oggi, per la gioia di tutti gli appassionati di moda, abbiamo un “ospite mai visto” (in realtà noto a molti, visto che è spesso sulle reti televisive nazionali, ma anche sulla CNN!): la personal shopper Anna Maria Lamanna (www.personalshoppermilano.com).

Cubo ha un certo stile nel vestire, ama andare per negozi rigorosamente da solo e, durante la sua “avventura americana” a Boston, si è anche proposto come personal shopper, anche se  purtroppo il suo primo cliente si è rivelato un personaggio “sui generis”( del tutto particolare, con caratteristiche proprie, originale) che aveva una richiesta davvero molto strana, diventando così anche l’ultimo cliente di Cubo che ha deciso di rimandare il progetto! In attesa del corso con Anna Maria…

Paolo invece è l’uomo ideale di ogni donna: ama fare shopping e passeggiare per  vetrine con le donne della sua famiglia!

A detta degli stranieri, noi italiani ci vestiamo bene e Anna Maria conferma che molti clienti stranieri hanno il mito della moda italiana, elegante e fatta di dettagli!

Sarà…ma io vedo un sacco di (parecchia) gente malvestita anche qui da noi…

Cubo racconta che una volta all’estero, venne riconosciuto come italiano proprio grazie all’abbigliamento!

Anna Maria ci spiega che molti clienti le dicono che vogliono quello che indossa lei, pensando che se un abito è bello sta bene a tutti. In realtà lei afferma che non tutto è per tutti perché ogni corpo è diverso e bisogna essere capaci di scegliere ciò che valorizza il proprio fisico. Il suo lavoro consiste proprio nello scegliere il giusto guardaroba per la persona che ha davanti, per farlo comincia con una visita a casa sua, osservando i capi che ci sono nell’armadio, lei si fa un’idea dello stile del cliente. Non tutto ciò che va di moda, che vediamo nelle vetrine, sulle riviste o su Instagram va bene per ciascuno di noi.

Cubo racconta la gaffe (espressione inopportuna, che crea imbarazzo) che ha fatto con una sua amica in un negozio: lei gli ha chiesto un’opinione su un paio di pantaloni e lui ha risposto che quel modello sarebbe stato bene solo a una modella! Inutile aggiungere che la ragazza non ha concluso l’acquisto e si sarà fatta venire molte paturnie (malumore associato a sorda o stizzosa irritazione).

Cubo avrebbe potuto essere più diplomatico, ma effettivamente si è comportato da vero personal shopper, visto che Anna Maria conferma che anche lei spesso si trova a sconsigliare capi d’abbigliamento ai suoi clienti!

Bisogna infatti cercare di filtrare, selezionare e personalizzare una tendenza per adattarla alla propria persona, perché la nostra immagine è il nostro biglietto da visita. Dobbiamo essere coerenti con quello che siamo, scegliendo ciò che ci valorizza. La moda non va presa come oro colato (cioè come verità assoluta, a cui credere ciecamente con la massima ingenuità) ma va seguita e interpretata in modo personale se non vogliamo sembrare dei pagliacci!

Sfatiamo anche il mito che servano molti soldi per vestirsi bene: Anna Maria afferma che anche sui banchi dei mercatini del vintage si trovano cose interessanti! L’importante come sempre è trovare il capo giusto: tra molto ciarpame (insieme di cose vecchie e senza valore, ammucchiate alla rinfusa) si può sempre scovare il classico tubino nero alla Audrey Hepburn che non dovrebbe mai mancare nell’armadio di una donna!

Negli ultimi anni anche l’uomo si interessa molto alla moda, e anche l’uomo deve fare attenzione a non “subire” le tendenze ma ad usarle come spunto per adattarle alla propria persona. Un esempio? Le giacche da uomo nelle ultime stagioni sono sempre più slim e corte, ma un uomo che ha una taglia 54, con una giacca di quel tipo, sembrerebbe indossare la giacca della prima comunione, scappata (troppo piccola) e non può stare certo bene!

Come ricorda Massimo, la bellezza è proporzione! La prima cosa è quindi partire dal body shape!

Un detto italiano dice che l’abito non fa il monaco ma non è vero! L’aspetto che abbiamo, ad esempio in un colloquio di lavoro o ad un primo appuntamento, ha un notevole peso perché dice molto di noi, trasmette un’immagine di ciò che siamo.

Certamente la prima regola è evitare di non stare bene nei propri panni (cioè sentirsi a disagio con ciò che indossiamo). Steve Jobs con la sua immancabile dolcevita o Mark Zuckerberg sempre in felpa con cappuccio hanno trovato dei  look personalissimi, che li rappresentano e che li fanno sentire a posto con se stessi!

Prima di salutare Anna Maria, Paolo le chiede quale capo o dettaglio preferisca nell’abbigliamento femminile e maschile, chiedendole se è vero che, per le donne, borse e scarpe non sono mai abbastanza!

Lei risponde che certamente borse e scarpe sono al primo posto anche per lei nella classifica di gradimento perché identificano subito lo stile di chi le indossa e quindi cambiando scarpe o borsa è possibile cambiare la connotazione dell’outfit che si indossa e, per quanto riguarda l’uomo, Anna Maria ha un debole per il blazer (giacca destrutturata, più leggera e sportiva di quella classica) con fazzoletto nel taschino che può essere un accessorio utilissimo per illuminare il viso.

Con Anna Maria scopriamo che la moda si basa anche sull’armocromia: come abbinare i colori dei vestiti nel modo migliore, trovando la palette cromatica (gamma di colori) più adatta a noi a seconda della stagione, delle nostre caratteristiche cromatiche come l’incarnato, il colore degli occhi e dei capelli, e del nostro modo di essere! Sapevate ad esempio che ci sono colori rassicuranti e colori spirituali?

Buono a sapersi! Approfondiremo con Anna Maria nel prossimo episodio!

E visto che Anna Maria insegna che “Non si deve mai andare a letto senza aver scelto i vestiti per il giorno dopo”…

…cosa metterò domani, visto che la personal shopper boccia la mia collezione di ballerine?

Dovrò farmi accompagnare da Cubo a fare spese!

By Sara

 

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Today, to the delight of all fashion fans, we have a “never seen guest” (actually known to many, since she is often on national television networks, but also on CNN!): The personal shopper Anna Maria Lamanna (www.personalshoppermilano.com).

Cubo has a certain style in dressing, he loves to go to shops strictly alone and, during his “American adventure” in Boston, he also proposed himself as a personal shopper, although unfortunately his first customer turned out to be a character “sui generis” (Very particular, with its own characteristics, original) who had a very strange request, thus becoming the last Cubo customer who decided to postpone the project!  In anticipation of the course with Anna Maria…

Paolo, on the other hand, is the ideal man for every woman: he loves shopping and walking while window shopping with the women of his family!

According to foreigners, we Italians dress well and Anna Maria confirms that many foreign customers have the myth of Italian fashion, elegant and made of details!

Maybe … but I see un sacco di (a lot of) badly dressed people here too…

Cubo says that once abroad, he was recognized as Italian thanks to his clothing!

Anna Maria explains that many customers tell her that they want what she wears, thinking that if a dress is beautiful it is good for everyone. In reality, she affirms that non tutto è per tutti (not everything is for everyone) because everybody is different and you need to be able to choose what enhances your body. Her job consists in choosing the right wardrobe for the person in front of her, to do so she starts with a visit to their home, observing the items in their closet, where she gets an idea of the customer’s style. Not everything that is fashionable, that we see in shop windows, in magazines or on Instagram is good for each of us.

Cubo tells la gaffe (inappropriate expression, which creates embarrassment) that he made with a woman friend of his in a shop: she asked him for his opinion on a pair of pants and he replied that that item would only look good on a model! Needless to say, the girl didn’t complete the purchase and many paturnie will have arisen (moodiness associated with insensitive or grumpy irritation).

Cubo could have been more diplomatic, but he actually behaved like a real personal shopper, given that Anna Maria confirms that she too often finds herself advising against clothing to her customers!

In fact, we must try to filter, select and customize a trend to adapt it to our own person, because la nostra immagine è il nostro biglietto da visita (our image is our business card). We must be consistent with what we are, choosing what values us. La moda non va presa come oro colato (Fashion should not be taken as cast gold; that is, as absolute truth, to be believed blindly with the utmost ingenuity) but must be followed and interpreted in a personal way if we don’t want to look like clowns!

Let’s also dispel the myth that it takes a lot of money to dress well: Anna Maria says that even in the stalls of vintage markets there are interesting things! As always, the important thing is to find the right garment: among a lot of ciarpame junk (set of old and worthless things, piled up in bulk) you can always find the tubino nero (little black dress) Audrey Hepburn sheath style dress that should never be missing in a woman’s closet!

In recent years, men have also been very interested in fashion, and men must also be careful not to “subire” (“suffer”) from trends but to use them as a starting point to adapt them to their person. An example? The men’s jackets in recent seasons are increasingly slim and short, but a man who is a size 54, with a jacket of that type, would seem to wear the jacket della prima comunione, scappata (of the first communion), run away (too small) and certainly this can’t be good!

As Massimo recalls, la bellezza è proporzione! (beauty is proportion!) The first thing is therefore to start with the shape of the body!

An Italian saying says that the l’abito non fa il monaco (suit does not make the monk) but it is not true! The appearance we have, for example in a job interview or on a first date, has a significant weight because it says a lot about us, it conveys an image of what we are.

Certainly, the first rule is to avoid non stare bene nei propri panni not being comfortable in your shoes (i.e. feeling uncomfortable with what we wear). Steve Jobs with his inevitable turtleneck or Mark Zuckerberg always in a hooded sweatshirt have found very personal looks, which represent them, and which make them feel at ease with themselves!

Before saying goodbye to Anna Maria, Paolo asks her which garment or detail she prefers in women’s and men’s clothing, asking her if it is true that, for women, bags and shoes are never enough!

She replies that borse e scarpe (bags and shoes) are certainly in first place for her in the rating because they immediately identify the style of the wearer and therefore by changing shoes or bag it is possible to change the connotation of the outfit you are wearing and, as regards to the man, Anna Maria has a soft spot for the blazer (unstructured jacket, lighter and sportier than the classic one) with a fazzoletto nel taschino pocket handkerchief that can be a very useful accessory to illuminate the face.

With Anna Maria we discover that fashion is also based on armocromia (harmony): how to combine the colors of clothes in the best way, finding the palette cromatica color palette (range of colors) that best suits us according to the season, of our chromatic characteristics such as our complexion, the color of the eyes and hair, and of our way of being! Did you know for example that there are reassuring colors and spiritual colors?

Good to know! We will delve deeper with Anna Maria in the next episode!

And since Anna Maria teaches that “You should never go to bed without choosing the clothes for the next day” …

… what will I wear tomorrow, given that the personal shopper rejects my ballerine (ballerina) collection?

I will have to be accompanied by Cubo for shopping!

Ciao Italiani Veri!

By Kevin (ItalianRocks)

 

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