L’Almanacco Vero sett. 53 e 1 dal 28 dicembre ’20 al 10 gennaio ’21

Blog in italiano  – tempo di lettura:  4 min
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Partiamo subito con le freddure di Cubo, così ci togliamo il pensiero!😉

Pare che Massimo abbia deciso di prendere un cane per combattere la solitudine e ha intenzione di chiamarlo Ciak così quando lo chiama si gira! (in Italia Ciak si gira è l’espressione usata dal regista per iniziare le riprese di una scena cinematografica, è l’equivalente di Action!). Oppure lo chiamerà Stop, così se prende un incrocio…😱

Meglio passare ai tre argomenti scelti!

 

28 dicembre

1982 Il Pallone d’oro è di Paolo Rossi: Siamo felici di poter parlare oggi di un campione dello sport italiano e non solo, che ci ha lasciati da poche settimane, parliamo del campione del mondo Paolo Rossi, che ha fatto la storia del calcio italiano e mondiale.

Vincitore il 28 dicembre del 1982 del premio calcistico “Pallone d’oro”, Pablito è uno dei pochi italiani ad averlo vinto (insieme a Rivera e Baggio). Paolo Rossi è nato a Prato il 23 settembre 1956. Cresciuto nelle giovanili della Juventus, esordisce in serie A con il Como nel 1975. Dal 76 al 79 gioca nel Vicenza, dove rivela tutto il suo talento portando la squadra al secondo posto della serie A e vincendo anche il titolo di capocannoniere della serie A.

Nel 1979/80 passa al Perugia, ma quell’anno viene coinvolto nello scandalo italiano del calcioscommesse e viene squalificato per due anni. Nel frattempo lo acquista la Juve, dove gioca fino all’85. Nell’82, anno dei mondiali, viene consacrato come grande campione, portando l’Italia sul gradino più alto del podio, con ben sei gol..

Qui Rossi vince il titolo di capocannoniere che gli vale poi il pallone d’oro.

Grande campione sul campo quindi, ma anche nella vita, mantenendo una grande umiltà e impegnandosi in vari progetti per il sociale.

 

31 dicembre

1861: Primo censimento in Italia. Nella notte tra il 31 dicembre 1861 e il 1° gennaio 1862, a nove mesi dalla nascita del Regno d’Italia, per la prima volta un censimento raccoglie informazioni sulla popolazione italiana.

I dati raccolti dal Censimento generale della popolazione e delle abitazioni consegnarono un quadro che appare lontano anni luce dall’Italia di oggi.

La popolazione era poco più di 22 milioni con il 51% di maschi. L’età media era di 27 anni, mentre la percentuale degli ultrasettantenni era ridottissima. Una popolazione, di gran lunga, più giovane di quella attuale, con un alto tasso di natalità (i bambini con meno di 10 anni rappresentavano quasi un quarto della popolazione) e nuclei familiari numerosi. Un analfabetismo diffuso per il 78% con punte del 90% al sud.

Da allora la situazione è decisamente cambiata! Oggi, con circa 60 milioni di abitanti, di cui il 51% di femmine, l’Italia è uno dei paesi più vecchi del mondo (più giovane solo del Giappone!), gli over 65 sono infatti quasi il 23% della popolazione e il tasso di natalità è tra i più bassi al mondo (solo 1,27%).

Gli stranieri rappresentano l’8,4 della popolazione e provengono per metà dall’Europa, per ¼ dall’Asia e per il restante ¼ dall’Africa. L’analfabetismo vero e proprio è pressoché scomparso (anche se resta, specie al sud, un analfabetismo funzionale per quasi 2 milioni di persone che, pur sapendo leggere e scrivere, non sono in grado di interpretare o compilare documenti elementari e vivono in situazioni di svantaggio sociale).

Abbiamo solo due metropoli (con più di 1 milione di abitanti): Milano e Roma; ci sono poi diverse città metropolitane che raggiungono e superano il milione di abitanti considerando la loro provincia: Torino, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Palermo, Catania, Messina e Cagliari.

Il censimento è affidato dal 1926 all’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ed effettuato sull’intera popolazione con cadenza decennale. L’ultimo è stato completato nel 2011, poi dal 2018 il censimento viene effettuato ogni anno su un campione di popolazione.

 

3 gennaio

1954 Nasce la televisione italiana: la Rai inizia il regolare servizio di trasmissioni televisive in Italia. Prima c’era solo la radio, infatti Rai era l’acronimo di Radio Audizioni Italiane, dopo pochi mesi iniziò a chiamarsi RadioTelevisione Italiana.

In quegli anni la tv era un bene di lusso e non tutti ne possedevano una, la maggior parte degli italiani per seguire le trasmissioni televisive, si recava al bar o nei circoli.

Le trasmissioni non coprivano, come oggi, l’intera giornata, ma erano limitate a poche ore ed erano perlopiù dedicate al pubblico servizio; erano trasmessi telegiornali, programmi legati ad eventi sportivi (calcio e ciclismo i preferiti dagli italiani) e spettacoli di intrattenimento.

Non c’era la pubblicità (che arrivò solo negli anni ‘60), perché fin dal 1938, quando Mussolini chiese agli italiani di dare un contributo per sostenere la radio che ascoltavano, la rai prevede il pagamento di una tassa (canone) per ogni famiglia.

Negli anni in realtà anche la Rai, al pari delle tv commerciali, ha iniziato ad utilizzare la pubblicità.

Terminiamo con il nostro Buon anno urbi et orbi (dal latino “alla città e al mondo”), formula usata a proposito di solenni benedizioni pontificie ai fedeli di Roma e a quelli dell’intero mondo cattolico che usiamo oggi anche in senso figurato quando vogliamo indicare che una certa notizia viene diffusa in modo capillare, “sbandierata” a tutti!

Abbiamo sforato! (cioè superato, oltrepassato un limite. In questo caso abbiamo fatto un episodio più lungo del previsto!), meglio salutarci e sciogliere le righe (o rompere🤔😉) e lasciare che Michela torni a dedicarsi alla sua piccola Agnese!

 

P.s. Ci dispiace annunciare che molto probabilmente questo sarà l’ultimo Almanacco Vero dell’anno e del nostro podcast che per ora tornerà agli episodi classici a cadenza bisettimanale (ogni due sabati ore 6 am CET), un passo che ci consente di essere meno di fretta nel coordinare le attività che stanno dietro ogni episodio. Sperando di non deludervi per questo cambio di programma, faremo in modo di stupirvi con episodi e argomenti sempre interessanti e veri. Grazie a tutti voi.

 

 

By Sara🎙🇮🇹

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