20 – Il latino vero con Michela – parte 2

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Tempo di lettura: 4 min
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Oggi parliamo di: latino, latinorum e… in extremis!  

 

Bentornati Italiani Veri, in questa  puntata insieme a Massimo vi accompagno nella scoperta di altre espressioni latine entrate a far parte del vocabolario italiano. 

Paolo è di nuovo assente: non si è ancora ripreso dalle festività natalizie, dall’azzardata proposta di Massimo o dai preparativi per il promesso matrimonio?!? Scherzi a parte, aspettiamo che ritorni presto tra noi, anche perché in modo ironico Massimo dice che “stiamo mandando avanti noi la baracca”: espressione utilizzata molto in Italia nell’ambiente lavorativo per indicare quando, a causa dell’assenza di un collega, gli altri devono continuare a lavorare per far andare tutto bene, per far procedere il lavoro al meglio nonostante l’assenza…speriamo, quindi, di “tirare avanti bene il carretto” (altro modo di dire dal significato uguale).

Prima di completare il nostro approfondimento alla scoperta del latino vero, salutiamo i nostri sostenitori: Douglas che, oltre ad averci fatto una donazione, ha scritto una bella recensione su Apple podcast, MiikeJ71 e Girgio R autori di altre recensioni su Apple podcast e John, da Seattle, nostro nuovo Patron.  Salutiamo anche Andrea, collega di Massimo, collaboratore prezioso del nostro podcast e anch’egli nostro patreon. Massimo ringrazia Linda e Pier, due importanti menti del team Italiano Vero – podcast che lavorano dietro le quinte: Lidia prepara i riassunti e Pier ascolta gli episodi prima della messa in onda per segnalarci eventuali errori. Insomma, l’entusiasmo di Massimo ha contagiato tantissime persone creando una squadra fortissima di collaboratori.

Massimo mi ricorda che molti di noi lavorano a Treviglio,(e cittadina ove ha sede la fabbrica delle famose biciclette Bianchi) riprendendo così la battuta fatta nella scorsa puntata “Treviglio caput mundi” per introdurre il tema di oggi.

La prima parola scelta da cui ripartiamo oggi è “habitat”, che deriva dalla terza persona singolare del presente del verbo “habitare” e si traduce con (egli) abita. Questo termine viene usato per indicare il luogo in cui, determinate condizioni fisiche e ambientali, permettono a una specie di sopravvivere; per esempio l’habitat naturale del leone è la savana. “Habitat” viene usato anche in senso figurato per indicare un ambiente in cui una persona si sente particolarmente a suo agio, dando il meglio di sè: per Massimo è l’acqua, gli piace molto nuotare e nell’acqua dà il meglio di sè; per me (meno sportiva del nostro Cubo) l’habitat naturale è la scuola o meglio la mia classe con i miei studenti, che ogni giorno mi permettono di dare il meglio di me stessa. Quale sarà l’habitat del nostro Paolo?

Un’altra espressione latina molto utilizzata in italiano è “In extremis”: la traduzione letterale di questi due termini è “in estremo”, “all’ultimo momento”; inizialmente veniva utilizzata in italiano  per indicare “in punto di morte”. Con il trascorrere degli anni, ha assunto un valore figurato e viene impiegata per definire un’azione compiuta al momento estremo, all’ultimo istante, all’ultimo secondo. Per esempio, restando nel mio habitat naturale, sto interrogando un mio alunno, non sa rispondere e sono pronta a fargli un’altra domanda o a concludere l’interrogazione: lui risponde in modo corretto e completo, posso dirgli “ti sei salvato in extremis”. Massimo mi domanda se i voti sono numerici o alfabetici: nella maggior parte delle scuole italiane i voti vanno da 0 a 10; nelle scuole medie di preferisce però iniziare dal 3 o dal 4. 

Ma se l’alunno che mi ha risposto correttamente l’ha fatto copiando o dopo aver sentito un suggerimento? Se lo scopro posso dire che l’ho colto “in flagrante”: terza espressione della puntata di oggi. L’espressione deriva da un verbo latino, che significa “ardere”: letteralmente “mentre brucia ancora”; “in flagrante” è molto utilizzata nel linguaggio giuridico per indicare un atto commesso nel momento in cui viene scoperto: la polizia ha arrestato il colpevole di furto, in flagranza di reato. Viene poi impiegata a livello figurativo per indicare un’azione evidente e manifesta: il mio studente che ha copiato o il marito che rientrando prima dal lavoro trova la moglie “in flagrante” con l’amante (o viceversa).

“E se ciò accadesse veramente? Che si può fare?” Domando io a Cubo. E Massimo mi risponde: “Bisogna trovare un alibi”. “Alibi” è un avverbio latino che significa “altro, altrove, un altro posto”. In senso concreto un alibi è una scusa, un pretesto per giustificare un’azione negativa o per non fare qualcosa. “Avere un alibi” in ambito giuridico significa poter dimostrare di non essere stati  sul luogo e nel momento del delitto perché ci si trovava “altrove”.

Massimo mi domanda di chiarire ai nostri ascoltatori perché nell’articolo collegato alla puntata “Italiani Veri a Firenze” (pt. 17) ho scritto “otium” ma nella pronuncia del termine la lettera “t” si trasforma in una “z”. Questo accade perché nella fonetica latina il gruppo di sillabe “tium” veniva letto come “zium”: infatti tutti i termini italiani che contengono all’interno la sillaba “zio/zia” derivano da parole latine con “tium”.  Massimo mi fa una battuta per riassumere questa regola; battuta che io inizialmente non capisco.
“Quindi La Ti No rum?” ovvero la Ti in latino non si pronuncia…caro Cubo, quanto hai pensato a questa battuta?!? Dovrei mandarti a lezione qualche mio studente di Treviglio!

Proprio a  questo proposito non ho potuto non pensare a un approfondimento che il nostro Paolo, se avesse registrato, avrebbe sicuramente fatto: l’espressione “latinorum” viene utilizzata per indicare una persona che usa termini latini per far sfoggio della sua cultura magari senza sapere a cosa si riferiscano concretamente o cosa significhino. Questo modo di dire é stato utilizzato da Alessandro Manzoni, ne “I Promessi Sposi”: Renzo, il protagonista del romanzo, si reca da don Abbondio il quale per non celebrare le sue nozze con Lucia propone una serie di scuse in lingua latina. In quel momento, Renzo pronuncia arrabbiato proprio la frase “Non so cosa farmi del vostro latinorum”. Da questo passaggio, l’espressione è poi entrata tra i modi di dire della nostra lingua.

E con questo è tutto…grazie per l’attenzione cari Italiani Veri! 

Ah, dimenticavo: in extremis Cubo mi ha invitata a pranzo…ma senza il suo futuro suocero.

Alla prossima!

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