22 – Mamma ho perso l’aereo

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Blog in English  – reading time: 6 min

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Blog in italiano

Oggi parliamo di: navetta, aerostazione, rullaggio!

 

Siete pronti, cari Italiani Veri, per viaggiare con noi in questa puntata? Allacciate le cinture di sicurezza perché vi accompagneremo in un volo virtuale, dall’arrivo in aeroporto all’atterraggio del velivolo in aerostazione, per scoprire insieme parole ed espressioni legate a questo mondo.

 

Massimo domanda a me e a Paolo se abbiamo mai perso un aereo…noi no. O meglio, abbiamo perso sicuramente tanti pullman, soprattutto quando si doveva andare a scuola ed era la scusa ufficiale da comunicare ai genitori, e tanti treni, in particolare Paolo, che per lavoro si sposta spesso con questo mezzo, ma aerei proprio no.

 

Il nostro Cubo, invece, può vantare anche questa esperienza nel suo curriculum e ci racconta cosa è successo, nel 2012, a lui e a una sua cara amica, Patrizia (sia mai che viaggi senza un’amica donna a tenergli compagnia) a Londra in occasione dei giochi olimpici:

avendo prenotato partenza e arrivo in due aeroporti differenti, Massimo e Patrizia si sono trovati il giorno della partenza da Londra all’aeroporto sbagliato…si sono recati in taxi verso quello da cui sarebbe partito il loro volo ma, ahimè, non sono riusciti ad arrivare in tempo. Gli operatori della compagnia aerea gli hanno comunque omaggiati di  un volo per la mattina successiva e Massimo e Patrizia, abbattuti dall’inconveniente ma pronti a rimboccarsi le maniche, hanno iniziato a cercare eventi sportivi o cerimonie olimpiche per occupare quell’ultima serata londinese. Massimo ci racconta che tra il volo posticipato, un cartello scritto (“We lost our flight”) e biglietti di spettacoli mancanti ma poi regalati da un gruppo di sconosciuti americani, lui e Patrizia sono riusciti a partecipare a una partita di basket Usa-Australia: dopo aver trascorso, come ben si può immaginare dal racconto di Massimo, un’emozionante serata il giorno successivo l’aereo per l’Italia non è stato più perso…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torniamo, però, al tema dell’episodio di oggi che abbiamo ironicamente intitolato “Mamma ho perso l’aereo”, dal titolo del celebre film del 1990, o forse più noto ai nostri ascoltatori come “Home Alone”: pellicola che racconta le avventure e le disavventure di Kevin, un ragazzino di dieci anni, che viene dimenticato a casa dalla sua famiglia a causa dei preparativi e della frenesia della mattinata della partenza.

 

È stata Flavia in foto di copertina, (qui il suo bel profilo Instagram) una nostra cara patron, ad averci suggerito l’argomento grazie alla sua personale esperienza: Flavia, brasiliana, è un pilota di aerei e risiede negli Emirati Arabi, dove svolge la sua professione; ha radici italiane grazie ai suoi bisnonni e, proprio con il nostro podcast e il suo lavoro, sta imparando la nostra lingua. Ci ha infatti offerto con una sua email l’invito ad approfondire in una puntata i termini e le espressioni del suo ambiente lavorativo: “ […] volevo chiedervi se è possibile fare una puntata su l’aeroporto, il viaggio in aereo, la paura di volare, l’imbarco, l’atterraggio, insomma…l’esperienza di viaggio in aereo!”; invito che abbiamo accolto con tanto entusiasmo documentandoci e cercando di definire al meglio i passaggi di questo viaggio virtuale.

 

Partiamo, quindi: che volo abbiamo prenotato? Un volo diretto o un volo che prevede “scali”? E, inoltre, come ci rechiamo all’aeroporto?

I voli diretti sono i voli che collegano direttamente le due città, quella di partenza e quella di destinazione; gli scali sono invece le tappe tecniche o di passaggio aereo che si devono compiere durante il viaggio: possono essere scali tecnici, durante i quali  passeggeri non scendono dall’aereo che si ferma per i rifornimenti necessari per proseguire il viaggio, oppure possono essere effettivi, cioè i passeggeri scendono per cambiare aereo e compagnia.

Per recarsi in aeroporto i più fortunati possono aver ricevuto un passaggio da familiari o amici, altrimenti – dopo aver prenotato il proprio volo – è sempre bene informarsi di eventuali parcheggi limitrofi all’aeroporto e di eventuali bus navetta che collegano il parcheggio all’aeroporto. Massimo domanda a Paolo il significato di questa espressione: “bus navetta” che cosa significa? Con questa espressione si indica il pullman che fa la spola tra il parcheggio e l’aeroporto, permettendo ai passeggeri di raggiungere comodamente la struttura. L’origine della parola “navetta” è, però, storica: indicava nei primi telai inglesi, la parte del mezzo che faceva avanti e indietro permettendo la tessitura dei fili…da qui il termine “navetta” per indicare quei mezzi di trasporto che collegano sempre due luoghi, avanti e indietro.

 

Entrati nell’aeroporto, quali sono i passaggi da compiere?

 

Quando si arriva in aeroporto si deve, prima di tutto passare ai banchi dell’accettazione, o check in, in cui vengono controllati e convalidati i biglietti, emessa la carta di imbarco e viene assegnato un posto sull’aereo in partenza, nella speranza di non trovare vicini troppo invadenti o turbolenti. I bagagli possono essere a mano, cioè quelli che portiamo sul mezzo, o inviati nella stiva: quest’ultima è la parte sottostante di una nave o di un aereo, dove vengono stivati i bagagli, vengono cioè collocati uno accanto all’altro. I bagagli vengono, prima di essere stivati, etichettati in modo da essere inviati separatamente sull’aereo, dopo essere passati al controllo di sicurezza. 

 

I passeggeri, dopo aver ultimato il check in, devono superare un controllo di sicurezza in cui si accerta, per mezzo di un apparecchio rilevatore di masse metalliche, il metal detector, che nessuno rechi su di sé o nel bagaglio a mano materiali pericolosi da portare a bordo. La condivisione di esperienze di viaggio, ci permette di sottolineare come questi controlli siano solitamente scrupolosi e cambino di Paese in Paese. Infine ci si reca al gate o alle porte d’imbarco, le uscite dell’aeroporto attraverso cui, direttamente tramite un corridoio di imbarco (in lingua inglese “finger”) o per mezzo di un bus navetta, si sale sull’aereo.

 

Massimo, coglie l’occasione, per chiedermi la differenza tra aeroporto e aerostazione: il primo indica il luogo nella sua totalità (piste di atterraggio e decollo, terminal,  area di sosta e di ristoro, parcheggi); il secondo, invece, indica il luogo dell’aeroporto in cui permangono i passeggeri durante le diverse operazioni di imbarco e arrivo. Un errore molto comune tra gli italiani veri è quello di pronunciare “aereoporto”: perché? Questa pronuncia è molto popolare è deriva, probabilmente, dall’origine latina del termine: “aereus” in latino significa “aria” e a causa della lunghezza della parola spesso, nel pronunciarla, gli italiani sbagliano.

 

Saliti sul velivolo e pronti per la partenza, durante la fase di rullaggio (momento in cui il mezzo si sposta sulla pista di decollo per avviare le procedure di partenza, in inglese “taxiway”) si ascolta il messaggio del comandante e del suo staff: “Il comandante e il suo equipaggio o personale di bordo vi danno il benvenuto sul volo da Milano Malpensa con destinazione Palermo. Il decollo avverrà tra qualche minuto in orario. Il nostro tempo previsto di volo è di circa 2 ore. Voleremo ad una quota di 9.000 metri, a una velocità di crociera di circa 950 km orari. Sorvoleremo l’Appennino ligure, ci lasceremo poi l’isola d’Elba alla nostra destra per poi puntare dritto verso la nostra destinazione. La temperatura al suolo è 15 gradi. Si prevede una forte perturbazione all’altezza di Roma, pertanto essere avvertite delle turbolenze. Vi ricordiamo di riporre il bagaglio sotto lo schienale di fronte a voi o nelle apposite cappelliere. I telefono cellulari dovranno essere spenti o impostati in modalità aereo durante le fasi di decollo rullaggio e atterraggio”. “Volare a una quota di” è un’espressione utilizzata per indicare l’altitudine media che il volo raggiungerà; “velocità crociera” è un termine tecnico che indica la velocità più ottimale che l’aereo mantiene per garantire la sicurezza e la migliore efficacia dei consumi; “sorvolare” è un verbo che indica “volare sopra” e viene spesso impiegato in espressione figurate (“sorvolare sopra una situazione negativa”); “turbolenza” indica invece eventuali temporali o bufere che si possono incontrare durante il volo. Le “cappelliere” sono i vani sopra i sedili in cui riporre i bagagli a mano, anche questo termine ha un’origine storica in italiano: indicava i contenitori in cui, sulle carrozze e sui treni, venivano posizionati i cappelli durante i viaggi.

 

Appena giunti a destinazione, dopo che il folcloristico applauso al comandante è avvenuto (Flavia, svelaci un segreto: lo apprezzate?) il messaggio riprende: “Vi preghiamo di rimanere seduti con le cinture allacciate fino a che l’aeromobile non abbia raggiunto l’aerostazione.”

Naturalmente aereo, aeromobile, aeroplano, velivolo sono tutti sinonimi.

 

Prima dei saluti, la puntata si conclude con un suggerimento di lettura del nostro Massimo, “Solo bagaglio a mano”, una metafora sul vivere leggeri e senza troppi ricordi o rimpianti, libro, tradotto anche in lingua spagnola, che ha ricevuto in dono da sua mamma prima di un viaggio in America, e con un mio suggerimento per una prossima puntata: che ne direste se, sulla scia dell’argomento di oggi, approfondissimo i modi di dire tipici della nostra lingua legati alla parola “volo”? 

 

Alla prossima.

 

Blog in Italiano by Michela

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Blog in Inglese

Today we talk about: shuttle, air terminal, taxi!

Are you ready, dear Italiani Veri, to travel with us in this episode? Fasten your seat belts because we will accompany you on a virtual flight, from the arrival at the airport to the landing of the aircraft at the airport, to discover together words and expressions related to this world.

Massimo asks me and Paolo if we have ever lost a plane … we don’t. Or rather, we certainly have lost many buses, especially when we had to go to school and it was the official excuse to communicate to parents, and many trains, especially Paolo, who often travels with this vehicle for work, but not planes.

Our Cubo, on the other hand, can also boast this experience in his curriculum and tells us what happened, in 2012, to him and to a dear friend of his, Patrizia (will you ever travel without a woman friend to keep you company??) in London for the occasion of the Olympic Games:

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Having booked their departure and arrival in two different airports, Massimo and Patrizia found themselves on the day of departure from London at the wrong airport… they went by taxi to the one from which their flight would actually depart from but, alas, they were unable to arrive in time. The agents of the airline still paid him a flight for the following morning and Massimo and Patrizia, shot down by the inconvenience but ready to roll up their sleeves, started looking for sporting events or Olympic ceremonies to occupy that last London evening. Massimo tells us that between the postponed flight, a written sign (“We lost our flight”) and tickets for missing shows but then given away by a group of unknown Americans, he and Patrizia managed to participate in a USA-Australia basketball game: after spending, as you can well imagine from Massimo’s story, an exciting evening the next day the plane to Italy was never lost …

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Let’s go back, however, to the theme of today’s episode that we ironically titled “Mamma ho perso l’aereo” “Mom I lost the plane”, from the title of the famous 1990 film, or perhaps better known to our English listeners as “Home Alone“: film that tells the adventures and the misadventures of Kevin, a ten-year-old boy, who is forgotten at home by his family because of the last second preparations and the frenzy of the morning of departure.

It was Flavia on the cover photo of this episode, one of our dear patrons, who suggested the topic thanks to her personal experience: Flavia, from Brazil, is an airplane pilot and lives in the United Arab Emirates, where she practices her profession; she has Italian roots thanks to her great-grandparents and, precisely with our podcast and its work, she is learning our language. In fact, she offered to us in an email the invitation to go into depth in an episode about the terms and expressions of her work environment: “[…] I wanted to ask you if you can make a bet on the airport, travel by plane, fear to fly, boarding, landing, in short … the experience of traveling by plane! “; invitation that we have received with great enthusiasm by documenting and trying to better define the steps of this virtual journey.

So let’s go: what flight did we book? A direct flight or a flight that includes “stopovers”? And also, how do we go to the airport?

Voli diretti (Direct flights) are flights that directly connect two cities, the departure and destination; the scali (stopovers) are the technical or air passage stages that must be completed during the journey: they can be technical stops, during which passengers do not get off the plane that stops for the supplies necessary to continue the journey, or they can be actual, that is, passengers go down to change planes and companies.

To go to the airport, the luckiest ones may have received a ride from family or friends, otherwise – after booking your flight – it is always good to inquire about any parking near the airport and any bus navetta (shuttle buses) that connect the parking to the airport. Massimo asks Paolo the meaning of this expression: “shuttle bus” what does it mean? This expression indicates the bus that shuttles people between the parking lot and the airport, allowing passengers to easily reach the terminal structure. The origin of the word “shuttle” is, however, historical: it indicated in the first English looms, the part of the means that went back and forth allowing the weaving of the threads … hence the term “shuttle” to indicate those means of transport that connect always two places, back and forth.

Once you enter the airport, what are the steps to take?

When you arrive at the airport you must, first of all go to the check-in counters, or check in, where the tickets are checked and validated, the boarding pass is issued and a seat is assigned on the plane departing, in the hope of do not find too intrusive or rowdy neighbors. The bagagli (baggage) can be hand-held, that is, those that we carry on the vehicle, or stored in the stiva (hold): the latter is the underlying part of a ship or plane, where the luggage is stowed, that is, they are placed next to each other. The baggage is, before being stowed, labeled in order to be sent separately on the plane, after passing through the security check.

Passengers, after completing the check-in, must pass a (security check) controllo di sicurezza which ensures, by means of a metal detector, that no one carries dangerous materials to carry on their person or in their hand luggage on board. The sharing of travel experiences allows us to underline how these checks are usually scrupulous and change from country to country. Finally, you go to the gate or to the boarding gates, the exits of the airport through which, directly via a corridoio di imbarco (boarding corridor) (in English “finger”) or by means of a shuttle bus, you get on the plane.

Massimo, takes this opportunity, to ask me the difference between the aeroporto (airport) and the aerostazione (terminal): the first indicates the place in its entirety (landing and take-off runways, terminals, rest and refreshment area, parking lots); the second, however, indicates the place of the airport where passengers remain during the various boarding and arrival operations. A very common mistake among real Italians is to pronounce “airport”: why? This pronunciation is very popular and probably derives from the Latin origin of the term: “aereus” in Latin means “air” and because of the length of the word, in pronouncing it, Italians are often wrong.

Get on the aircraft and ready for rullaggio (departure), during the taxiing phase (when the vehicle moves to the take-off runway to start the departure procedures, in English “taxiway”) you listen to the message from the captain and his staff: “The captain and his crew or shipboard staff welcome you on the flight from Milan Malpensa to Palermo. Takeoff will take place on time in a few minutes. Our expected flight time is approximately 2 hours. We will fly at an altitude of 9,000 meters, at a cruising speed of around 950 km per hour. We will fly over the Ligurian Apennines, then we will leave the island of Elba on our right and then head straight for our destination. The ground temperature is 15 degrees. A strong disturbance is expected at the height of Rome, therefore be warned of the turbulence. We remind you to store your luggage under the backrest in front of you or in the appropriate luggage racks. Mobile phones must be turned off or set to airplane mode during the take-off and landing phases”. “Volare a una quota di” (“Flying at an altitude of”) is an expression used to indicate the average altitude that the flight will reach; “Velocità crociera” (“Cruise speed”) is a technical term that indicates the most optimal speed that the aircraft maintains to ensure safety and better fuel efficiency; “sorvolare” (“fly over”) is a verb that means “volare sopra” (“to fly over”) and is often used in figurative expressions (“to fly over a negative situation”); “Turbolenza” (“turbulence”) indicates any storms or strong winds that may be encountered during the flight. The “cappelliere” (“overhead compartments) are the compartments above the seats in which to store hand luggage, this term also has a historical origin in Italian: it indicated the containers in which, on carriages and trains, hats were placed during travel.

As soon as we arrived at our destination, after the folkloric applause for the commander took place (Flavia, tell us a secret: do you appreciate it?) The message resumes: “Please remain seated with the seat belts fastened until the aircraft has reached the terminal. ”

Of course, “aircraft”, “airplane” and “plane” are all synonymous.

Before we bid you farewell at the end of this episode, Massimo offers a suggested reading titled, “Solo bagaglio a mano (“Hand luggage only”) by author Gabriele Romagnoli. The title is a metaphor about living light and without too many memories or regrets. He received that book (also available in Spanish) as a gift from his mother before a trip to America, and with my suggestion for a next episode: what would you say if, in the wake of today’s topic, we dove into the typical idioms of our language related to the word “flight”?

Until next time.

English By Kevin (ItalianRocks)

In foto di copertina Flavia, nostra Patron (qui il suo bel profilo Instagram)

 

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22 – Mamma ho perso l’aereo transcript powered by Sonix—the best automated transcription service in 2020. Easily convert your audio to text with Sonix.

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Ciao a tutti ciao a tutti gli italiani veri. Benvenuti anche a Paolo e Michela che sono qui con me oggi e ho subito una domanda per voi ci siete ragazzi.

Ciao Michela Ciao Max si io ci sono pronto pronto presente.Sì sì sì sì.

Ciao Paolo Ciao Max anch’io super pronta.

Bravi così mi piace. Ascoltate la domanda che avevo da farvi è ma voi avete mai perso un aereo in vita vostra.

Michela tu rispondi te Aerei no. Ho perso tanti pullman soprattutto quando dovevo andare a scuola.

Io ho perso solo dei treni. Ecco mi viene in mente questa cosa qui sì anche tanti pullman.

Mi avete fatto venire in mente il pullman. Ne ho persi tanti anch’io per finta. Però era la scusa per quando entravo un’ora troppo a scuola e nonostante e ci credevano e non perché non abitavo lontano. Poi certo sono andata a una scuola che era sotto casa e non ho più proprio potuto utilizzarla come scusa.

E comunque Tu Massimo hai mai perso un aereo.

Ebbene si qua ho una bella storia da raccontare. Non so se ve l’ho già raccontata a voi due. Di sicuro Michela no Allora si parla di del 2012 Olimpiadi di Londra 2012. Allora cosa ho fatto ha detto non posso farmi sfuggire l’occasione insomma delle Olimpiadi così vicine diciamo in Europa allora cosa ho fatto ho prenotato con un’amica che saluto tra l’altro Patrizia che ci segue il volo per Londra ma l’ho fatto con talmente tanto anticipo,

si.

Che diciamo per risparmiare sapete come si fa si va su quei siti appunto dove confrontano i voli aerei no e ho certo prenotato l’atterraggio su un aeroporto che era Stansted mi sembra e il ritorno era più conveniente prenderlo da Heathrow che è appunto l’aeroporto principale,.

Si

Di Londra. Allora cosa ho fatto niente abbiamo fatto questa bellissima esperienza, uno dei viaggi più belli che abbia mai fatto di questa Londra addobbata per le Olimpiadi un sacco di gente di tutte le nazionalità ha un clima di festa di sport incredibile. Al ritorno a casa ho fatto un po di corsa ci dirigiamo all’aeroporto di Stansted. Andiamo a vedere le come si dice il pannello dei voli come si chiama ecco a proposito già una parola il.

Eh si pannello degli arrivi e degli orari.

degli orari.

E guardiamo atterravamo su Nizza perchè la mia amica è della Liguria e non c’era il volo per Nizza al che a quel momento mi è venuto in mente che ero nell’aeroporto sbagliato.

No

Eh sì allora la mia amica rideva come una matta perché siccome durante tutta la vacanza un po’ me la… si può dire si me la tiravo nel senso mi davo delle arie perché dicevo guarda ti ho organizzato un viaggio fantastico tu hai vinto un terno al lotto con me un po’ come tua figlia Paolo.

Esatto esattamente ma come sono bravi. Esatto.

allora lei ti sta bene ti sta bene allora cosa abbiamo fatto è ma non finita qua la storia ragazzi cosa abbiamo fatto. Allora abbiamo preso un taxi di corsa tra l’altro gli aeroporti son lontanissimi tipo un’ora di viaggio.

Si non son vicinissimi.

Un’ora di viaggio un taxi pagato un pochino di soldini. Arriviamo là aveva appena chiuso l’imbarco.

Il gate

Esatto il gate.

Noo quindi proprio.

Niente arrivo lì al gate l’impiegato mi dice ma come mai ha perso l’aereo?Eh ho sbagliato aeroporto al che si è messo a ridere e mi fa era l’AIR FRANCE che ringrazio a questo punto. Mi fa guarda metto che hai trovato traffico appunto per via delle Olimpiadi. Hai perso l’Aereo ti mettiamo sul primo volo di domani mattina.

Al che allora cosa abbiamo detto è una storia lunga. Però spero,

si sì.

spero che vi piaccia

Vai.

Siamo curiosi

Allora qua devo dare merito alla mia amica Patrizia e mi fa; “Cosa facciamo Massimo”?

Cubo, anche lei dice Cubo, “Staremo quasi tutta la notte a aspettare l’aereo no”? Dice; “Guardiamo se c’è qualche evento questa sera che possiamo ancora andare a vedere, no?”. E allora guardiamo sul programma degli eventi e c’era la nazionale americana di basket il famoso Dream Team. Allora Il O2arena è un un bellissimo palazzetto sul Tamigi dove fanno anche le finali del tennis. Anzi a proposito le finali del tennis, lo dico ai nostri ascoltatori, dall’anno prossimo saranno in Italia a Torino. Quindi motivo in più per visitare il nostro paese. E allora cosa abbiamo fatto, proviamo a entrare non si sa mai. Allora cosa avevamo fatto avevamo fatto, magari lo mettiamo nel blog te la giro la foto, ho fatto un cartello con scritto perchè durante diciamolo gli spostamenti che facevamo a Londra, durante la nostra vacanza c’erano molte persone che cercavano biglietti con un cartello, perchè cosa succede? Spesso qualcuno prenotava le semifinali, le finali degli eventi senza sapere che squadra andasse in finale.

Quindi se magari c’era la tua squadra in semifinale qualcuno invece aveva preso il biglietto ma poi la sua squadra non era arrivata, li si scambiava o si comprava o li si vendevano. Allora anche noi abbiamo detto: facciamo un cartello! Avevo scritto “we lost flight” ho scritto in inglese, non so “We search for tickets” o qualcosa del genere. Fatto sta non abbiamo trovato nulla, però arriviamo lì all’ingresso del palazzetto vado a chiedere alla security che c’era all’esterno il controllo biglietti “Ma c’è qualcuno che vende i biglietti?” e lui “no no no, non cercarli, assolutamente il bagarinaggio, quindi la vendita dei biglietti di contrabbando è vietata. Allora niente, mi allontano però, “Però forse dai qualcuno là in fondo li vendeva. Vabbè comunque mi allontano certo punto vedo la security che mi chiama da lontano “vieni vieni”! Faccio una corsa praticamente c’era un americano che aveva due biglietti in più, e ce li ha regalati. No! Anche regalati! Anzi, era scocciato che io glieli volessi pagare forse per questa paura del bagarinaggio, e quindi siamo entrati, e c’era appunto il dream team di basket e ricordo c’era LeBron James sicuramente forse anche il compianto Kobe Bryant e Durant che a me piace molto, é stata una bella partita ovviamente vissero gli Stati Uniti, e quindi abbiamo avuto anche questa fortuna tra l’altro ripeto, il palazzetto è spettacolare.

Quindi hai perso l’areoplano, ma hai guadagnato comunque una bella partita.

Una bella partita, e vi dirò di più, poi per farmi perdonare dalla mia amica, adesso ti faccio fare l’ultima esperienza di questo viaggio, avevo visto che si poteva rientrare a Londra anche col battello, quindi abbiamo preso il battello sul Tamigi e siamo passati sotto il Tower Bridge che per quell’occasione ci ha illuminati i cinque cerchi olimpici.

Bello! bello! bello!

Ed é crollata ai tui piedi poi questa Patrizia? Perchè tutto questo discorso penso che il pensiero dei nostri ascoltatori fosse proprio questo:

“Ha ceduto o non ha ceduto?”.

Ma siamo amici.

Questa nottata in più a Londra, regalata da questa sventura di aver perso l’aereo, ha dato i suoi frutti o meno?

Non lo so, non lo so, sto ancora seminando vediamo

Ah dal 2012?

Ragazzi mi fate diventare rosso, per fortuna che non ci vedono gli ascoltatori. Quindi, ma perché questa idea dell’aereo? Allora perché fate fare tutto a me, perché uno dei nostri patron, Flavia, ci ha scritto un bel messaggio che andiamo a leggere. Ciao Massimo e Paolo come state? Volevo chiedervi se è possibile fare una puntata sull’aeroporto, il viaggio in aereo la paura di volare, l’imbarco l’atterraggio, l’esperienza di viaggi in aereo insomma. Te lo chiedo perché faccio la pilota di aereo qui negli Emirati Arabi e vorrei imparare più espressioni sulla aviazione, grazie e un saluto.

Noi ringraziamo naturalmente Flavia di questo messaggio, ovviamente è di questo invito e adesso ci proviamo insomma a occuparci di quello che ci ha chiesto, non tanto di paura di volare, quanto proprio di tutto quello che sta al contorno di tutta questa cosa qua di andare insomma, di andare di viaggiare.

Tra l’altro complimenti a Flavia perché veramente, penso siano poche le donne che pilotano aerei. Michela io penso di non aver mai volato. Mi piacerebbe però farlo. Tra l’altro Flavia prima ci ha scritto un bellissimo messaggio all’inizio che “il mondo ha bisogno di più iniziative come queste” mamma mia queste cose qua mi …

La Flavia ci carica però di una responsabilità immensa, il mondo addirittura, abbiamo il mondo sulle nostre spalle.

Paolo mi raccomando ricordatelo.

Anzi, sono queste cose che ci fanno andare avanti veramente vi ringraziamo tutti quelli che ci seguono e anzi vi invitiamo a scriverci più messaggi a suggerirci più iniziative come ha fatto anche Marianna che ci ascolta da Venezia però lei è?

Venezuelana e ci ha consigliato commentando un nostro post in Instagram una puntata sulle preposizioni, e ho visto che mi hai scaricato la patata bollente come si dice in italiano.

io la grammatica l’ho buttata via, Paolo l’ho costretto.

Invece io che devo insegnare ce l’ho fresca di passata.

Ma noi Michela noi ti diamo assolutamente una mano adesso, ci pensiamo un pochettino perché appunto le preposizioni sono un, diciamo così, un cliente difficile.

Sì, proveremo magari a fare una puntata simpatica grazie anche a lei del suggerimento. Tornando a Flavia lei aveva bisnonni italiani, molto bello questo, e quindi nonostante i suoi genitori non parlassero più lei ha deciso di studiare comunque l’italiano

Ci sembra che lo scriva anche molto bene.

Bravo. Esatto lo scrive anche molto bene. Tra l’altro lei ha un bellissimo profilo Instagram con tante sue foto dei suoi viaggi magari poi lo linkeremo nel blog si meriterà, vista anche la sua bellezza una foto di copertina dell’episodio.

Sicuramente e se vorrà magari partecipare ad una puntata noi stiamo qui.

Ah benissimo brava, questo è un invito un altro invito ufficiale. Tra l’altro Paolo vedendo Flavia adesso il matrimonio per un attimo ha vacillato.

Ha vacillato? Ho capito.

Però poi dopo ho riflettuto bene, e ho detto no, dovrei cambiare troppe password quindi quindi, niente.

Ma poi il nostro Paolo nella puntata precedente ci ha detto che è già andato a scegliere il vestito per cui dai.

Ma il problema principale erano le password, sono veramente tante. Non so se voi avete questo problema.

Quindi aniamo dritti al punto, un po di termini, allora da dove inizia un’esperienza in aereo? Io la faccio iniziare di solito da una ricerca online, come dicevo prima, sui voli e la prima cosa che seleziono nei filtri se voglio fare uno scalo o un volo diretto. Vi abbiamo già questa parola scalo, che cosa indica?

Lo scalo indica una fermata, e quindi la possibilità di raggiungere una volta che hai scelto dove tu vuoi arrivare, indica se in questo caso qua se fai uno scalo non ci arrivi direttamente ma indirettamente cioè devi fermarti o cambiare aeroplano oppure solitamente fermarti per qualche momento e poi ripartire per la tua destinazione finale.

Infatti se non sbaglio Paolo anche scalo tecnico in alcune situazioni

Infatti lo stavo dicendo io è quello che fai per diciamo per far carburante.

Sono gli scali in cui i passeggeri dell’aereo non scendono nell’aeroporto dello scalo, permangono sull’aeroplano in attesa che si compiano i controlli e i vari rifornimenti.

Esatto, quindi è una domanda che facciamo anche i nostri amici, Ma dove vai? Vado negli Emirati Arabi. Ma prendi un volo diretto o fai scalo da qualche parte? Quindi questo è uno dei primi termini.

Da cui hai subito la dimensione di quanto durerà il tuo viaggio praticamente perché se è diretto ovviamente dura meno, se ha uno scalo, che sia tecnico piuttosto che uno scalo non tecnico invece durerà sicuramente di più di più.

Sì.

Poi ci rechiamo all’aeroporto, giusto? O chiediamo un passaggio a un amico, di solito cosa facciamo?

Per andare all’aeroporto, come ci andiamo all’aeroporto?

Possiamo usare questa frase appunto a un amico “Mi dà un passaggio all’aeroporto devo andare…”

Quella è la cosa migliore. Quando qualcuno ti porta un amico un’amica. Qualcuno ti porta e ti da un passaggio e ti evita praticamente di…

Di dover trovare un parcheggio

Esatto

Anche di lasciare la macchina in un parcheggio.

Esatto. E invece se dovessimo utilizzare un parcheggio c’è un altro termine. Cosa utilizziamo per andare poi dal parcheggio all’aeroporto,cosa c’è di solito?

Solitamente dai parcheggi degli aeroporti dei diversi aeroporti partono poi alcune navette o bus navette convenzionati con la struttura.

Questo è molto interessante è la parola navetta, questo nome, ed è stato dato proprio a questo bus che dal parcheggio o da un certo punto ti porta avanti e indietro fino all’aeroporto.

Insomma, fa sempre lo stesso tragitto.

Esattamente.

Quindila parola navetta da cosa deriva?

Allora da cosa viene ricavato, diciamo così.

Sono i primi telai qua intervengo io della prima rivoluzione industriale e della seconda rivoluzione industriale, fine 700 e poi la seconda rivoluzione industriale della seconda metà dell’800. In questi telai di queste primissime industrie, la navetta era proprio la parte del telaio che andava avanti indietro in modo tale che i fili che venivano lavorati si intrecciassero creando poi il tessuto. E da qui si indica appunto il termine navetta per definire identificare chi fa la spola c’è chi va avanti e indietro. In questo caso il bus che dal parcheggio va avanti indietro all’aeroporto o portando i passeggeri.

Facendo sempre lo stesso tragitto.

Facendo sempre lo stesso tragitto.

Bene, non lo sapevamo. Quindi poi con la navetta ci porta all’aeroporto lo porto. Sì. Esatto aeroporto che qualcuno dice aereoporto.

Esatto

In maniera errata quindi la pronuncia corretta è aeroporto.

Anche se come ti dicevo anche prima il fuori onda spesso l’errore è quello di pronunciare aereoporto, è un errore che si riscontra anche tra persone con un’istruzione elevata e persone dotte perchè questo errore? E’ innanzitutto una forma popolare, “aereoporto”, per esempio mia nonna mi dice vai a fare un viaggio vai “all’aereoporto” si nonna, vado “all’aeroporto”

Potresti dare una nota alla nonna? No?

No a mia nonna no. Alla nonna tanti premi non le note, mi ha cresciuta e ha tantissimo, mi ha insegnato tantissimo nonostante questi errori e fra l’altro mia nonna mi fa morir dal ridere perché lei italianizza tutti i termini inglesi, per cui ogni tanto esce con delle espressioni, proprio su insomma.

Sono belle

Si si

La nonna di una mia amica dice; invece che non mi riesco a orientare non mi riesco a orizzontare,.

Per tutti i non italiani orizzontare non esiste.

No

Orizzontare proprio non esiste

Orizzontale è la mia posizione sul divano la sera.

E l’orizzonte in aereo lo vediamo spesso, si vede bene dall’aereo.

L’orizzonte, però se anche una differenza come ti dicevo prima, “aereoporto” è un’espressione molto popolare che forse tante volte per la lunghezza della parola viene quasi automatico. In realtà appunto la formula corretta è “aeroporto”.

Esatto.

C’è una differenza però, Giusto Massimo e Paolo? Tra aeroporto e aereostazione.

Sì esatto, un altro termine che noi sentiamo soprattutto io lo sento in aereo quando alla fine il comandante dice, non mi ricordo chi fa il discorso in aereo, dice vi raccomandiamo di rimanere con le cinture di sicurezza allacciate fino a che l’aeromobile, dice, dolo magari lo riprenderemo, non avrà raggiunto la aerostazione. Io dico ma cos’è l’aereostazione? L’aeroporto? No, e invece sono due parole diverse, la sentiamo dire appunto in poche occasioni quindi la usiamo un po meno ma c’è una bella differenza. Giusto Michela?

Sì l’aeroporto indica l’intera struttura, le piste di atterraggio, di decollando la struttura ricettiva in sè. Mentre l’aereostazione è solo il luogo all’interno dell’aeroporto in cui permangono le persone, è proprio il luogo in cui si attendono i voli si effettuano i controlli per l’imbarco. Dove stanno le persone l’aerostazione, l’insieme totale dell’aereostazione delle piste ed eventualmente dei parcheggi è l’aeroporto.

Quindi l’aerostazione è una parte del tutto, e il tutto è l’aeroporto.

Esatto, filosofico Paolo

Quindi quando ti chiamano, Paolo ti chiedo ma dove sei? Uno dovrebbe dire teoricamente visto che dall’aereo non si può chiamare, anzi da alcuni forse si potrà anche. Dove sei? Sono in aerostazione, dovremmo dire, però noi Italiani Veri diciamo sono in aeroporto.

O meglio diciamo sono in Aereoporto.

Esatto. aeroporto.

Areoporto

Tra l’altro Paolo, magari lo chiamo linchiamo l’articolo dell’Accademia della Crusca, l’avevano già accenntata abbiamo provato un po a districarsi io e Paolo in fuori onda.

Ma sempre ancora in latino eh? Caro Cubo hai visto?

Ho visto, ma io del vostro latinorum non so che fare.

Perchè questo “aere” deriva proprio dall’aggettivo e dal sostantivo latino “Aereus” che indicava proprio l’aria. Infatti l’aeroporto la aereomobile, l’aeroplano volano nell’aria, per cui ritorna ancora questo latino come come base della nostra lingua.

E collegamento tra tutti gli episodi, per forza.

Ma nulla è lasciato al caso all’italiano vero.

Esatto, ma lo taglierò questa parte, sto scherzando. Quindi andiamo avanti, entriamo in aeroporto e andiamo di solito?

Dove si va direttamente?

Se abbiamo un bagaglio da imbarcare andiamo ai banchi di accettazione, giusto Paolo?

Esatto, quindi cerchiamo innanzitutto di orientarci, sono sempre molto xxxxx, gli aeroporti sono tutti uguali in tutto il mondo credo praticamente la struttura è sempre quella,.

Si hanno magari i vari terminal.

A seconda della dimensione della struttura dell’aeroporto, ovviamente ci saranno più più terminal, comunque cerchiamo subito quello che è il banco dell’accettazione, che si dice o anche check in, dove andiamo a far controllare quelli che sono i nostri biglietti.

E ci viene data solitamente.

Controllano anche i documenti alla fine della quale delle operazioni ci restituiscono una carta d’imbarco che è proprio quello che è il diritto che ti da di andare e di entrare dentro l’aereomobile.

E quindi, andiamo direttamente ai banchi di accettazione se abbiamo un bagaglio, appunto da imbarcare, questo bagaglio viene messo solitamente viene anche detto “viene stivato” messo in stiva. Abbiamo quest’altra bella parola la stiva dell’aereo.

In questo caso la stiva dell’aereo fa un po il verso a quella della stiva di una nave solitamente quando parliamo di stiva, mi viene in mente più che altro una nave, la stiva dove vengono messi affastellati tutti quelli che sono i bagagli in questo caso le cose per un viaggio.

Indica la parte sottostante della nave così come indica penso la parte sottostante di un aereo dove appunto vengono stivati perché da stiva in italiano prende vita anche questo verbo che significa proprio stivare accatastare e mettere uno sopra l’altro i bagagli che vengono appunto stivati.

Perfetto quindi abbiamo anche questo sostantivo stiva da cui il verbo stivare.

Solitamente poi per i nostri ascoltatori, però penso che sia una regola abbastanza universale delle dell’etichetta del viaggiare in aereo, i bagagli che vengono stivati devono rispettare un determinato peso proprio per garantire poi l’equilibrio dell’aeromobile sì altrimenti si paga un sovrattassa in più sui chili in eccesso dei bagagli.

Questo un po dappertutto, ci sono alcune compagnie che chiudono più di un occhio.

Esatto.

A me è capitato di ritornare in America e me ne vergogno. Mi hanno messo l’etichetta rossa Heavy.

Heavy?

Cosa avevi portato?

Non lo so, non ditelo, ho supplicato, non mi hanno fatto pagare il sovrapprezzo, ero pesantissimo. La trattavano con cura, l’ho vista quando che dovevo stare attenti a sollevarla per non prendere strappi alla schiena.

Quindi una volta che abbiamo abbandonato il nostro bagaglio, perchè venga messo nella stiva e dopo che ci è andato questa carta d’imbarco, cosa facciamo?

Ci dirigiamo verso le porte di imbarco, noi usiamo anche qui il termine inglese credo gate.

Direttamente al gate andiamo

Passando tra i controlli di sicurezza.

Esatto.

Appunto dove c’è il famoso metal detector, adesso ti passano anche ogni tanto con lo straccetto un pezzettino di carta, credo sia per vedere se c’è della polvere da sparo delle sostanze esplosive.

E già qua, l’esplosivo.

Penso sia proprio per quello.

Ci si tolgono le scarpe

Anche anche queste zone di sicurezza variano molto da Aeroporto a Aeroporto nel senso che viaggiando soprattutto negli Stati Uniti d’America ci accorgiamo di quanto questi controlli siano più specifici, più mirati rispetto magari ai controlli di sicurezza delle nostre strutture.

Mah si devo dire la mia esperienza…

Io mi ricordo di essere stata scannerizzata a Los Angeles e di entrare in questa sorta di scanner dove di fatto non era solo un metal detector ma andava a verificare appunto che non avessimo sostanze piuttosto che armi piuttosto che qualcosa di danno, sono solitamente più scrupolosi però penso che negli Stati Uniti d’America siano o siano ancora più scrupolosi rispetto ad altre strutture in aeroporto della Polinesia non hanno passato nemmeno il metal detector. A parte che l’aeroporto in sè era una capanna e li c’era tutto, mi ricordo che….

In quel caso lì Michela l’aeroporto e l’aerostazione devono essere state un unicum

Si una capanna in cui si faceva tutto insieme. in realtà siamo andati all’aeromobile a piedi non c’era nemmeno il bus navetta.

Dalla mia esperienza tra America e Europa non ho notato tantissima differenza, a Londra forse mi era capitato che proprio mi avevano fatto spogliare più volte. C’erano tanti controlli però non vado a Londra forse da quell’esperienza Linda 2012, non so come sia.

Adesso, poi attenzione perché c’è la Brexit fra un anno, un anno e mezzo sarà ancora più complicato.

Può darsi, probabilmente il documento da esibire non sarà più la carta d’identità ma il passaporto passaporto. Andremo a vedere cosa succederà. Una cosa è che mipiace tanto ragazzi quando c’è solo il bagaglio a mano ecco quella è la mia parte preferita che bisogna infilarlo in quella specie di gabbia per vedere se ci sta, lì se avete l’occasione fermatevi, anche agli ascoltatori non so 5 10 minuti a vedere le persone che lo infilano dentro, ci si siedono sopra, quando lo incastrano lo tirano fuori, tirano su anche la struttura per misurarlo.

Esatto, spaccano il bagaglio a mano per tirarlo via.

Il troppo ridere mi piace, e vabbè quindi passati i controlli di sicurezza, i controlli documenti si va alle porte di imbarco.

AL gate.

E da lì di solito ci si infila, o si prende un bus navetta giusto?

Sì.

Di nuovo.

Oppure alle volte l’aeromobile l’aeromobile. Esatto è collegato all’aerostazione con un finger lo chiamiamo anche noi. Termine un po’ tecnico che forse non tutti conoscono.

O

È un corridoio, esatto.

Di fatto un corridoio che si percorre e che collega la zona le porte del gate al all’aeromobile stesso quindi poi si entra direttamente sul sul veicolo insomma.

Perfetto che noi stiamo utilizzando aereo aeroplano e aeromobile che un altro modo diciamo quasi un sinonimo per appunto dire aereo o aeromobile è un sinonimo di aereo ecco.

Eh si.

Giusto. Avevo avevo controllato perchè poi insomma non è che sappiamo tutto e diceva che appunto la l’aeromobile è un qualcosa che si sposta nell’aria a prescindere che abbia motore o meno.

Sì.

È qui.

E quindi anche un aquilone.

Non lo so.

È la prima cosa che mi è venuta in me.

Di sicuro l’aliante.

Sì quello l’aliante sì.

È un aeromobile. Quindi saliamo a bordo il comandante esatto in questo caso Flavia e il suo equipaggio.

Cosa fa.

Ci danno il benvenuto di solito benvenuti a bordo sul volo da Milano Malpensa con destinazione Palermo. E quindi quale comandante il suo equipaggio. Questa è un’altra parola per definire diciamo tutto il personale equipaggio Lo staff

Lo staff che c’è a bordo.

Che c’è bordo e niente ci indicano la destinazione dell’aereo.

Di solito ci dicono il tempo a destinazione tempo meteorologico.

E poi ci fanno una descrizione se vogliamo ci anticipano un po’ quello che l’esperienza che dovremmo fare durante il volo.

Esatto.E quindi cosa ci possono dire lo faccio voi voleremo.

A una quota di 9 mila metri per quota s’intende intende essenzialmente l’altitudine che noi tramite la quale il nostro aeromobile volerà per i nostri per i cieli poi indicherà una velocità di crociera.

Crociera si

Esatto.

Che cos’è la velocità di crociera Michi?

Ma è la velocità di fatto non è la velocità massima dell’aeromobile ma è la velocità che permette di mantenere le migliori condizioni di sicurezza durante tutto il tragitto. Non so se è corretto quando io ho letto e mi sono preparata per questa definizione ho pensato un po’ ad una velocità media cioè una velocità media ma anche la velocità ottimale.

Ottimale esatto.

Che permette alle al veicolo di viaggiare in assoluta sicurezza e anche nel risparmio di tempo e di carburante che sono poi gli elementi che ogni compagnia aerea tiene in considerazione.

In questo modo qua \probabilmente come detto tu Michele la velocità media vuol dire essenzialmente la stessa velocità e quindi per rendere di nuovo l’esperienza di volo più piacevole mantenendo il viaggio la velocità costante.

Esatto esatto.

E poi un altro termine che solitamente nel discorso iniziale il comandante e l’equipaggio utilizzano per per indicare per descrivere il viaggio è il termine sorvolare e pensando appunto in questo.. in questo viaggio da Milano a Palermo può essere che venga detto sorvoleremo l’Appennino ligure oppure L’Appennino Emiliano. Sorvolare significa volare al di sopra quindi eh sì si passerà da vedremo e passeremo sorvoleremo viaggeremo sopra.

È proprio un verbo proprio appropriato in questo caso perché volare sopra qualcosa che c’è sotto e quindi in questo caso l’Appennino ligure ci dà proprio l’immagine insomma del verbo.

Sorvolare.

Solvolare

Che tante volte.

Brava Michela

Faccio un asterisco di un modo di dire molto italiano si dice anche sorvola sui problemi piuttosto che una situazione magari un po’ difficile.Qualche amico ti può consigliare ma dai sorvola su questa situazione lascia perdere e vola sopra questa situazione.

Molto bello si sì.

È proprio un modo di dire italiano vero.

Esatto oppure qualcuno che fa non so un’espressione poco appropriata durante un incontro di lavoro Quindi qualcuno può dire ok sorvoliamo sull’osservazione del collega.

Esatto

Passiamo oltre voliamo.

Passiamo oltre esatto non diamogli troppa importanza.

No.

Eh bene quindi poi durante il volo abbiamo sempre paura di trovare una perturbazione giusto che il comandante di solito ci anticipa eh e.

si

e quindi eh e avvertire delle durante la perturbazione.

Turbolenze.

Turbolenze che sono quelle cose che ci fanno un po.

Sussultare il cuore.

Esatto.

Se sono esterne se son le turbolenze intestinali dei vicini.

Mamma mia

Di posto quelle sono proprio un po’ diverse.

Avrei anche qui le storie da raccontarvi ma.

Perché secondo me è un altro grosso timore di quando si viaggia magari da soli è proprio il chi sarà al mio fianco durante il viaggio perché poi chi ci troviamo di fianco di fatto deve rimanere di fianco a noi per tutta la durata del viaggio perchè il posto è limitato per cui tante volte ci si augura di non capitare vicino a qualche persona con turbolenze intestinali in corso.

Bella questa

magari per la paura di volare visto che la nostra Flavia aveva.

Certo

Detto paura di volare magari muove un po’ le pance via

Quindi poi cosa ci raccomandano Paolo di mettere il bagaglio dove?

Di riporre quando tu parlavi prima di bagaglio a mano quando ce l’abbiamo a mano dov’è che lo mettiamo questo bagaglio non possiamo certo tenercelo addosso e quindi lo riponiamo in un luogo che viene chiamato viene solitamente descritto come capelliera il riporre il bagaglio nella capelliera sopra di voi solitamente dice il messaggio e questa cappelliera è un luogo dove una volta anticamente venivano messi cappelli quindi.

Negli aerei probabilmente ma nelle carrozze.

Probabilmente no. No assolutamente nelle carrozze appunto venivano si entrava dentro queste carrozze trainate dai cavalli e quando siccome utilizzavano molto più il cappello rispetto ad oggi il cappello veniva riposto in questo luogo sopra a dove ci si sedeva e da qui la cappelliera ed è rimasta anche nell’aeromobile se vogliamo una piccola stiva che è sopra di noi.

Esatto.

Dove mettiamo dentro

A noi è rimasto quel termine probabilmente utilizzato negli altri mezzi di trasporto mentre ad esempio non in inglese e semplicemente il luggage rack qualcosa del genere sopra la testa insomma è il semplice è appunto il compartimento bagagli mentre per noi appunto è rimasto un nome più antico diciamo così.

E bene quindi andiamo avanti e ci ricordano che i cellulari dovranno essere spenti o impostati in modalità aereo.

Esatto

Durante tutte le fasi di decollo ci dicono di eh di rullaggio di decollo

Di decollo e atterraggio.

Ma voi sapete cos’è il rullaggio? Tu Paolo lo sai?

Francamente no.

Io solo se volete vi aiuto

e aiutaci.

No perché.

Michela perchè..

Michela perchè

Rullaggio Vai vai.

Allora rullaggio è la fase che di fatto precede il decollo di un aereo perché è la fase in cui il velivolo cioè l’aereo si sposta sull’area di manovra per imboccare la pista di decollo.

Perfetto

Cioè quando arriva sulla pista di decollo inizia la fase vera e propria di decollaggio il rullaggio è proprio la parte precedente cioè quando il velivolo si sposta.

Con le ruote

Sulla zona di manovra.

Esatto

Con le ruote.

Esatto quindi abbiamo.

Di fatto per comunemente pensiamo tutti che ormai si sta partendo quindi non facciamo questa differenza però esiste questa differenza tecnica.

Ma ti devo dire che sia io che Paolo.

SI

Quando parlavamo dell’episodio pensavamo che il rullaggio invece fosse solo quel momento in cui manda i motori al massimo.

No no no.

Tu lo sapevi già.

E’ proprio anche la parte di spostamento.

Si è la parte di spostamento dell’aereo infatti ci sono delle piste dette penso

Si.

Di rullaggio ché l’aereo compie con le ruote a terra.

Sì tra l’altro.

E poi quando ci imbocca la pista di decollaggio appunto c’è tutta questa fase di aumento dei motori dei suoni che anche dall’aereo si sentono.

Ecco e infatti in questo caso come diceva Max proprio il rullaggio un momento prima di decollare i motori sono al massimo tutto trema paura di volare naturalmente terrore negli occhi il vicino che fa cose strane. E invece no sbagliato. Avevamo sbagliato.

Non lo sapevo.

Anche perché in inglese e risulta meno perché l’espressione inglese taxiway.

Ah non lo sapevo

Quindi noi abbiamo un po’ questo richiamo del suono rullaggio. Il termine inglese ci fa proprio capire che si riferisce proprio ad un altro momento al momento precedente.

Esatto e rullaggio la rullata vi do un termine in più viene usata anche nella corsa.

Si.

Ah.

Si ed è il momento in cui la scarpa tocca terra. quindi si dice come fai il rullaggio. c’è chi lo fa solo sulle punte tocca solo le punte quando corre chi lo fa completo diciamo dal tacco alla punta.E quindi quella fase di appoggio del piede sul terreno nella corsa viene chiamata la rullata o rullaggio.

Ma pensa.

E coincide appunto sul probabilmente una specie di appoggio come un rullo che gira ecco e coincide anche nella corsa si è molto importante quando si affinano le tecniche di corsa si affina questa parte di movimento.

Se non sbaglio sbaglia viene analizzata quando si acquistano le scarpe da running.

Può essere

Viene fatto proprio un esame. Per.

Si guardano le suole.

Un controllo da parte

le suole delle scarpe vecchie.

Si

Per vedere appunto.

Come che tipo di rullata hai.

Si.

Eh niente quindi poi arrivati a destinazione giusto quando si atterra eh cosa succede una cosa molto importante che voi farete sempre l’applauso al comandante noo?

Ahahah dipende dipende quali condizioni meteorologiche si trovano perché se ci so..

Come atterra.

A seconda non lo so se piove oppure se c’è vento può capitare.

Ma voi lo fate l’applauso quindi?

Eh dipende dipende se vai in qualche isola greca magari si ecco direi..

Non lo so a m sembra una cosa un po’..appunto un po’

Folkloristica.

Però io se qualcuno parte io vado alla grande applausone mi diverto. Chissà.

Sii?

Questo lo chiederemo a Flavia magari ci risponderà se al comandandate poi fa veramente piacere sentire, se lo sente prima di tutto perché magari sono chiusi in cabina di pilotaggio .

Cabina di pilotaggio.

Altro termine che..

Eh quindi non vi viene in mente altro? Direi che.

Mi viene in mente solo che quando viene comunicato di tenere le cinture allacciate fino a che.

L’apposito segnale

Tutta la fase di atterraggio è stata realizzata vedi in realtà ehmm mezzo aereo ormai alzato pronto ad accendere i cellulari e a comunicare con il mondo.

Eh sì è vero.

Questo fa sempre molto ridere insomma secondo me.

No non siamo molto rispettosi fino a che l’aeromobile non si sia completamente arrestato o raggiunto l’aerostazione. Va bene a me viene in mente di consigliare un libro abbiamo parlato di bagaglio a mano che sia molto bello ve lo consiglio che mi sembra ci sia anche spagnolo che è Solo bagaglio a mano è un po’ una metafora di Gabriele Romagnoli l’ho letto tra l’altro me l’aveva regalato mia mamma prima di partire per un viaggio in America molto bello eeeh niente. Quindi direi chiusa la puntata volevo dire solo una cosa.

Ah

Prima di salutarvi.

Si

Quando siamo in riunione io e te Paolo il tempo non passa mai.

Eheeh

Quando sono con Michela il tempo vola.

Eheh caro mio.

Caro Paolo va bene.

Anche qua c’era non c’era una pubblicità negli anni 70 ehh su di una benzina che parlava con le altre benzine boh diceva qualcosa del genere ma con questa che si chiamava in un certo modo vola.

Ah ok no adesso.

Bisogna cercarla bisogna cercare.

Prima di.

Allora io vi saluto con un invito che avevo già fatto a Massimo ehh

Vai

Penso non dispiaccia poi neanche a Flavia. E’ vero che lei ci aveva chiesto questa puntata tecnica in cui analizzare i termini legati al suo lavoro e al mondo dei viaggi in aereo. Però secondo me sarebbe altrettanto bello fare una puntata sui modi di dire legati al verbo volare perché in Italia ce ne sono molti.

Perfetto.

Non Se siete.

Siamo d’accordo ehh va bene direi di farla anche come prossima puntata. A proposito non abbiamo detto il perché del titolo Mamma ho perso l’aereo.

Ah sì divertentissimo è stato un film con cui io son cresciuta perché in realtà è stato pubblicato negli anni 90 la primissima il primissimo capitolo perché poi so che sono stati fatti altri diciamo dei sequel sì “mamma ho perso l’aereo” si raccontava di questo Kevin di questo bambino piccolo non so se ve lo ricordate che veniva abbandonato a casa la mattina della partenza per le vacanze.

Dimenticato praticamente dimenticato proprio.

Si sì perché c’era tutta questa famiglia presa da questo viaggio di Natale a Parigi valigie borse fratelli sorelle e lui che poi in realtà quando tutta la famiglia parte è a casa da solo e se la spassa allegramente.

Infatti i nostri amici internazionali lo conosceranno come “Home alone”.

Si chiama proprio così e non Mamma ho perso l’aereo che invece è il titolo del nostro episodio ed è il titolo italiano del film.

E il secondo episodio è tipo “Mamma ho preso il morbillo” dove appunto lui perde comunque l’aereo a casa a causa di questa malattia e quindi è un continuare a perdere gli aerei.

Un po come avevo fatto io vi auguro di perdere gli aerei e di trovare un biglietto per vedere qualche..

Qualche spettacolo.

Esatto.

Dai salutiamo tutti vi saluto Paolo e Michela grazie e a presto a tutti gli Italiani Veri.

Ciao ciao.

Ciao a tutti ciao.

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22 – Mamma ho perso l’aereo

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